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Juventus e Nazionale, un connubio sempre stato di ferro

Nel giorno del match contro la Spagna, il nostro Marcello Guerrieri ci parla del rapporto tra l’Italia e Vecchia Signora

Il connubio tra Juventus e Nazionale è stato sempre di ferro: spesso, molto spesso, l’ossatura della squadra azzurra ricalcava quella bianconera, con situazioni anche paradossali quando, nel 2006, all’ultima vittoria ai Mondiali, tre giocatori degli avversari francesi giocavano anch’essi per la Juve, un record che forse troppo spesso viene sottaciuto come quel periodo disgraziato e controverso.

Il fatto di affidarsi ai blocchi è stato sempre accettato: d’altra parte si cercava di portare in Nazionale gli aspetti migliori delle squadre che vincevano i campionati, era accaduto per il Grande Torino, ma anche per il Milan. E dato che la Juventus di campionati ne ha vinti più di trenta, massiccio è stato il suo apporto alle glorie azzurre.

Così è stato nel primo dopoguerra quando la Nazionale era capitata nata da grande oriundo Monti. Guardando il 1978 quando gli italiani andarono alla conquista del quarto posto in Argentina, si scopre che il Commissario tecnico, Enzo Bearzot, si portò in Sudamerica ben otto juventini: Zoff, Benetti, Cuccureddu, Scirea, Cabrini, Gentile, Tardelli, Causio e Bettega. Tanti? Tantissimi ma il numero era anche il frutto della politica federale che aveva chiuso le frontiere calcistiche: la Juve aveva fatto forza al suo vivaio per rimpinguare innanzitutto la prima squadra e poi anche la Nazionale. Nella vittoria del 1982 in Spagna ancora un grande numero di juventini alla corte di Bearzot: Zoff, Cabrini, Gentile, Scirea, Tardelli, Rossi, per una vittoria esaltante ed insperata.

Nel 2006 s’è detto, juventini come se piovesse, da entrambi le parti: negli azzurri Buffon, Cannavaro, Zambrotta, Camoranesi e Del Piero. Dalla parte dei Blues Thuram, Viera, Trezeguet. Questo per dire anche la bontà della prima squadra di Torino.

Ma l’attenzione continua anche adesso anche se per lo scorso Europeo stravinto dagli italiani, “solo” quattro, Bonucci, Bernardeschi, Chiesa e Chiellini, quattro colonne. Ma il modo di approcciarsi del CT Roberto Mancini è stato diverso dal passato in quanto s’è portato nella competizione anche tre giocatori del Sassuolo e due del Paris Saint-Germain. Comunque i quattro bianconeri sono stati davvero determinanti per la vittoria finale.

Marcello Guerrieri

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