Trevisani sul gesto dei tifosi Juve: “Non cè motivo”

Le parole del giornalista dopo l’episodio all'Allianz Stadium

trevisani

L’episodio avvenuto durante il minuto di silenzio dedicato a Sandro Mazzola continua a far discutere. In occasione della sfida di campionato disputata domenica scorsa dalla Juventus contro l’Atalanta, alcuni tifosi presenti nel settore della curva bianconera hanno compiuto un gesto che ha suscitato numerose reazioni.

Sulla vicenda è intervenuto nuovamente Riccardo Trevisani, che ha affrontato l’argomento durante la trasmissione “Fontana di Trevi”. Il giornalista ha espresso una posizione molto critica nei confronti di quanto accaduto, sottolineando come episodi di questo tipo non rappresentino, a suo giudizio, un comportamento comprensibile all’interno di un contesto sportivo.

Trevisani: “Non c’è un motivo per questa cosa”

Trevisani ha ricordato inoltre che, secondo quanto da lui affermato, situazioni simili si sarebbero già verificate in passato all’interno della curva juventina. Il giornalista ha quindi evidenziato la necessità di distinguere il comportamento di alcuni sostenitori da quello dell’intera tifoseria bianconera.

Nel suo intervento, Trevisani ha dichiarato:

“Non c’è un motivo per questa cosa, è culturale il motivo. Era già successo spesso nella curva della Juve e non va bene. Intanto perché non tutti sono così, me lo auguro. Non c’è nessuna ragione di calpestare la morte di una persona. Non c’è nessuna logica, ma non c’è niente nella testa di queste persone”.

Il valore del minuto di silenzio

Al centro delle parole del giornalista c’è dunque il significato attribuito al minuto di silenzio, momento tradizionalmente dedicato al ricordo di una persona scomparsa. La contestazione dell’episodio riguarda proprio il contrasto tra il carattere commemorativo dell’iniziativa e il comportamento tenuto da una parte dei presenti.

La vicenda ha così riacceso il dibattito sui comportamenti delle tifoserie negli stadi e sui confini tra rivalità sportiva e rispetto nei confronti di momenti ufficialmente dedicati alla memoria. Trevisani, attraverso le sue dichiarazioni, ha ribadito la propria critica, precisando allo stesso tempo di auspicare che il comportamento di alcuni non venga automaticamente associato all’intera tifoseria della Juventus.

Redazione

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