Dieci anni dopo Pogba torna da Manchester alla Juve ancora a parametro zero

L’ufficialità dell’arrivo in bianconero, ancora una volta a parametro zero dopo essere stato venduto allo United per 105 milioni di euro nel 2016, arriverà a inizio luglio per motivi fiscali. Centrale nel progetto bianconero: la Juventus punta su di lui per rilanciarsi

Arriva a parametro zero. Di nuovo. E riparte da zero. Soprattutto. L’ingaggio di Paul Pogba resta un colpo sensazionale per la Juve, il centrocampista francese se messo nelle condizioni ideali rimane un top player. Il fatto di prenderlo da svincolato per la seconda volta in dieci anni dopo averlo rivenduto proprio al Manchester United per 105 milioni di euro rende il tutto anche economicamente una tripla operazione degna di essere studiata nei manuali dei piani perfetti. Ma è il campo a comandare ed è sul campo che Pogba dovrà dimostrare di aver fatto la scelta giusta. In casa Juve tutti sono convinti che meglio di lui, sul mercato, non ci sia nessuno e non solo a queste condizioni economiche. A guidare questo partito c’è Max Allegri, che attorno a Paul costruirà tutta una nuova Juve. C’è poi il Pogba-pensiero: la seconda avventura allo United non è andata come sperato, altrove avrebbe guadagnato di più (Psg o City), qui torna per riprendere quel discorso lasciato in sospeso sul diventare il più forte di tutti. E per farlo non potrà che ripartire da zero.

LA PRIMA VOLTA – Quando Pogba ha lasciato Manchester per la prima volta era il 2012, Mino Raiola non aveva dubbi: nella Torino bianconera avrebbe trovato l’ambiente perfetto. Aveva 19 anni, ci ha messo ben poco a convincere Antonio Conte a dargli fiducia nonostante un centrocampo super come quello composto dal trio Vidal-Pirlo-Marchisio: tenerlo fuori non era proprio possibile, sapeva già fare tutto a tal punto da essere messo di volta in volta al posto di ognuno dei tre tenori, il semplice ruolo di vice-Pirlo non faceva per lui. I tifosi, poi, se ne sono innamorati subito: segnava da ogni posizione, appena prendeva palla lo Stadium urlava «tira!» e Conte si arrabbiava nel provare a disciplinarlo. Partito da zero, valore aggiunto per il secondo e il terzo scudetto targato Conte, poi centrale nel progetto di Allegri fino all’addio del 2016. Pensava di essere ormai troppo grande per la Juve, ma è stato lo United a non essere giusto per lui.

COME SARA’ – Oggi esce Pogmentary, il documentario sulla sua vita. Indizi sul suo futuro in realtà non ce ne saranno, comunque non ce n’è bisogno. L’annuncio del suo ritorno alla Juve sarà ufficiale a inizio luglio per motivi fiscali, si ribadisce però perché dallo United se n’è andato: l’offerta di rinnovo, a livello economico e progettuale, è arrivata decisamente fuori tempo massimo per un giocatore della sua importanza. Che quindi lascia Manchester a zero per la seconda volta. Arrivando alla Juve, a zero, per la seconda volta. A 29 anni non è tardi, i problemi fisici degli ultimi tempi non preoccupano. La fame è semmai aumentata, ha accettato un ingaggio da 8 milioni netti più bonus, ad averlo convinto è però un club che ha dimostrato di voler puntare tutto su di lui, dentro e fuori dal campo. Lo esalta l’idea di partecipare alla costruzione di un progetto tutto nuovo, quello del post-Ronaldo, del post-Dybala, del post-Chiellini e tutti gli altri. Anche la Juve parte quasi da zero, c’è Pogba al centro di tutto. Pure in quel campetto pensato da Allegri con Paul libero di agire a sentimento, protetto da due mezzali di sostanza.

 

Lo scrive oggi Il Corriere dello Sport.

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3 anni fa

Arriva nella sua seconda casa, la prima casa detto all’epoca da lui è Manchester, però dovrà pagare l’imu per la seconda casa 😁forza Juve

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3 anni fa

presentare = credere

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