De Sciglio si sfoga: “Non sono il figlioccio di Allegri”

Dopo il rinnovo con la Juventus il terzino rilascia una lunga lettera in esclusiva a “Cronache di spogliatoio” ripercorrendo i momenti più difficili della sua carriera tra Milan e Juventus

«Non sono il figlioccio di Allegri». Mattia De Sciglio mette subito le cose in chiaro nella lunga lettera-confessione affidata a “Cronache di spogliatoio” in cui ripercorre gli ultimi anni non semplici della carriera, tra Milan e Juve. Si intitola “Cicatrici” ma, scrive il difensore bianconero, «non quelle causate dal coraggio. Le mie sono cicatrici violente, che per cicatrizzarsi hanno avuto bisogno di altre ferite».

PUNTO DI ROTTURA – Tutto ha inizio il 23 aprile 2017, Milan-Empoli (1-2. Mattia, allora in rossonero, al 70′ viene sostituito dal tecnico Montella: «In quel preciso istante 70mila persone iniziano a fischiare. Fortissimo. Non capisco: sono stato dato in pasto ai leoni. Perché c… mi sta cambiando?». Non fu un semplice cambio: «è stato l’inizio della fine».

Perché De Sciglio venne fischiato, poi contestato e insultato all’uscita in auto da San Siro. I tifosi che spintonano il padre mentre prova a calmarli; Mattia che scende e reagisce. «Ho sbagliato».

E’ stato il climax delle difficoltà: «Ho iniziato ad avere problemi fisici che mi hanno condizionato. Sono iniziate le critiche della stampa e dei tifosi. Mi hanno ferito, facevano male. Ero passato dal paradiso all’inferno. Si era creata un’immagine distorta, e anche quando facevo delle partite positive, saltava fuori un pretesto per attaccarmi». Una delle accuse riguardava il suo possibile trasferimento alla Juve. «Mi chiedevo: Perché?. Non sono mai stato uno sopra le righe, che si fa vedere in giro per Milano a far serata».

La conseguenza è stata forte: «Mi sono chiuso in casa. Vivevo in un vortice di pensieri negativi, dove mi sentivo in difetto anche nell’andare a cena con la mia fidanzata a metà settimana, oppure portare fuori mia madre. Mi sentivo sbagliato nel farmi vedere fuori. Mi mancava la felicità. Faticavo a sorridere». Mattia così ha trovato un aiuto in un mental coach: «Mi ha detto che ho sfiorato la depressione. Ho capito che se sono arrivato a certi livelli è perché me lo merito».

MAX – De Sciglio alla Juve c’è poi andato davvero nell’estate 2017, voluto da Allegri che l’ha sempre apprezzato ai tempi del Milan, e anche in bianconero ha vissuto alterne fortune. E per questo non è sempre stato apprezzato dai tifosi, molti dei quali non hanno mancato di criticare in modo pungente e pesante il suo fresco rinnovo del contratto fino al 2025.

«Non sono il figlioccio di Allegri, non mi ha mai favorito. Certo, ciò che è vero, è che tra noi è nato un legame speciale. Lui mi ha fatto esordire, lui mi ha visto cadere, lui mi ha visto rialzarmi. Il nostro rapporto di confidenza, spesso enfatizzato, ha creato una fiducia reciproca. Pretende tanto da me, e sono uno di quello che massacra di più perché mi vuole bene e conosce le mie qualità».

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3 anni fa

🤣😂🇮🇹♋♎🏁

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3 anni fa

Allora in società sono scemi a rinnovarti il contratto 🤣🤣

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3 anni fa

No ogni allenatore ha colui che gli racconta umori dello spogliatoio

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