In una nota ufficiale, il patron azzurro si esprime sulla vicenda
Utilizzando un comunicato ufficiale, AurelioĀ De LaurentiisĀ prende la parola in merito alla questione che riguarda LucianoĀ SpallettiĀ e la chiamata dellaĀ Nazionale. La Figc ha scelto lāex allenatore delĀ NapoliĀ come nuovo ct per lāItalia, ma la penale presente nellāaccordo sottoscritto con il club azzurro frena la trattativa.
āDopo la valanga di considerazioni astratte comparse su molti media, svolte da autorevoli commentatori e operatori della comunicazione, ritengo sia necessario fare chiarezza sulla vicenda Spalletti, legata al suo possibile impegno come Ct della Nazionale italiana di calcio.
Ho sempre avuto grande rispetto per la Nazionale e quando ero giovane, oltre al Napoli era lāunica squadra che mi appassionava.
Luciano Spalletti, pur avendo un ultimo anno di contratto con il Napoli, dopo aver vinto lo scudetto ha manifestato la volontĆ di prendersi un periodo di distacco dallāattivitĆ di allenatore poichĆ© āmolto stancoā. Per riconoscenza per il lavoro fatto, non ho battuto ciglio anche se avrei potuto chiedergli il rispetto del contratto. Gli ho quindi dato la possibilitĆ di prendersi questo lungo periodo di riposo.
Conseguentemente sono andato alla ricerca di un allenatore che potesse sostituire Spalletti, che fosse una persona di grande esperienza e prestigio. Sono molto contento di aver individuato Rudi Garcia che farĆ certamente un ottimo lavoro.
Tornando a Spalletti, ascoltando la voce ed il sentimento dei milioni di tifosi del Napoli che sentono un profondo legame con lāallenatore della squadra Campione dāItalia, nel concedergli la possibilitĆ di non adempiere al suo contratto, ho chiesto garanzie sul rispetto di questo periodo sabbatico, inserendo una penale nel caso in cui il suo impegno fosse venuto meno.
Per quanto riguarda la Federazione, osservando la vicenda in discussione, ciò che mi appare più sorprendente ĆØ che si arrivi a poche settimane da due gare molto importanti della Nazionale, subendo le dimissioni dellāallenatore Roberto Mancini. A questo proposito sono due le principali considerazioni da fare: non si sanno tenere i rapporti con i propri collaboratori inducendoli alle dimissioni; mancano strumenti giuridici idonei a trattenere gli stessi determinando il rispetto dei contratti sottoscritti anche attraverso la previsione di specifiche penali.
E se la scelta cade giustamente su Spalletti, grande allenatore con 25 anni di esperienza ad alto livello, che ha espresso il calcio migliore dāEuropa nellāultima stagione, offrendogli uno stipendio di 3 milioni netti per tre anni, non ci si può fermare di fronte allāaccollo (pagare per conto dellāallenatore) di un milione lordo per anno per liberarlo dal suo vincolo contrattuale (impegno non solo verso il Napoli ma nei confronti di tutti i suoi milioni di tifosi). Tutto ciò ĆØ incoerente.
Per il Calcio Napoli tre milioni non sono certo molti, e per Aurelio De Laurentiis sono ancora meno. Ma la questione nel caso di specie non ĆØ di āvil denaroā, bensƬ una questione di principio, che non riguarda solo il Calcio Napoli, ma lāintero sistema del calcio italiano, che deve spogliarsi del suo atteggiamento dilettantistico per affrontare le sfide guardando al rispetto delle regole delle imprese, delle societĆ per azioni, del mercato.
Ma fino a quando si consentirĆ che la āregolaā sia la āderogaā il sistema calcio non si potrĆ evolvere e continueranno a esserci i casi āSpallettiā come continueranno a esprimersi āautorevoliā commentatori che non conoscono come vada gestita in modo sano unāimpresaā.
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