Arrivato a Torino il 22 gennaio 2024, Tiago Djaló non ha ancora esordito con la maglia della Juventus, anche a causa dell’infortunio al legamento crociato rimediato lo scorso marzo. Nonostante il k.o. che lo ha tenuto fuori per tutto il 2023, la carriera del difensore portoghese consigliano che potrebbe essere un pilastro del reparto difensivo bianconero del futuro.
Le prestazioni in maglia Lille del classe 2000, infatti, avevano convinto tantissime pretendenti. Ci aveva puntato forte anche l’Inter, che però preferiva portarlo a Milano a costo zero in estate. A quel punto la concorrenza è aumentata, con la Juventus che è riuscita a strapparlo ai nerazzurri.
Le origini di Djaló: dall’esordio in Portogallo alla parentesi al Milan
Nato ad Amadora, nell’area metropolitana di Lisbona, da genitori della Guinea-Bissau, Djaló è cresciuto nelle giovanili dello Sporting Lisbona, che nel 2013 lo ha prelevato dallo Sport Futebol Damaiense. Nel febbraio 2018 debutta ancora minorenne tra i professionisti con la squadra delle riserve nella seconda divisione portoghese. Pochi mesi dopo arriva anche il primo gol. Nonostante le 8 presenze in Youth League e le 12 in Secunda Liga, non ha mai esordito nella prima squadra.
Le sue prestazioni in Portogallo non passano inosservate e il 31 gennaio 2019 il Milan decide di portarlo in Italia. Per qualche mese indossa la maglia rossonera, ma della Primavera. In questo breve periodo, tra febbraio e maggio 2019, ha messo a referto 15 presenze ufficiali nel Campionato Primavera 1. Nonostante possa giocare come terzino, nel periodo milanese ha giocato sempre come centrale, suo ruolo principale. Nel periodo portoghese, invece, ha iniziato da centrocampista davanti alla difesa.

L’operazione Djaló-Leao e la consacrazione al Lille
Essendo cresciuto nelle giovanili e nella seconda squadra dello Sporting Lisbona, Tiago Djaló ha avuto l’opportunità di condividere il campo con Rafael Leaò, oggi stella del Milan, dal 2013 al 2019. La stretta relazione tra i due ha avuto un impatto significativo sul percorso calcistico di entrambi. È grazie alla collaborazione tra i due che si è realizzata l’operazione che ha visto Djaló approdare al Lille e Leaò al Milan nell’estate 2019. L’accordo comprendeva un trasferimento dal Lille al Milan del valore di circa 49 milioni di euro, con un corrispettivo di 5 milioni di euro per il percorso inverso.
In merito a questo trasferimento, Djaló ha dichiarato: “Prima di firmare per il Lille ho parlato molto con il mio grande amico Rafael Leao, con il quale ho giocato per quattro anni in Portogallo”, aveva evidenziato Djaló al momento della firma con il Lille”.
È proprio al Lille che Tiago Djaló si è costruito la prima parte della propria carriera in prima squadra e si è consacrato, anche se non ancora del tutto. Con il club francese ha collezionato 102 presenze, di cui 10 in Champions League, e tre gol. Qui è cresciuto soprattutto dal punto di vista fisico e caratteriale, diventando un punto fermo della squadra e aumentando ogni hanno i suoi gettoni. Il momento più alto della sua avventura al Lille è stata l’impresa di vincere il campionato nel 2020/21 contro il Paris Saint Germain di Mbappé e Neymar.
Nella stagione del titolo, Djaló fu protagonista di una dura lite con Neymar. Il brasiliano scaraventò a terra il portoghese per recuperare un pallone uscito fuori e questo scatenò la sua reazione. I due furono prima separati in campo, poi espulsi entrambi. Usciti dal campo da gioco la loro lite continuò negli spogliatoi. Una dimostrazione di personalità notevole per un giocatore che non aveva ancora compiuto 21 anni.

Il trasferimento alla Juventus
Nel gennaio 2024, come già anticipato, la Juventus ha versato un indennizzo al club francese per acquistarlo immediatamente e superare la concorrenza di squadre, come l’Inter, che erano pronte ad assicurarselo per l’estate. L’ufficialità da parte del club bianconero arriva il 22 gennaio 2024.
“Sono molto contento. La squadra è forte con grande qualità e con un allenatore molto forte da cui posso imparare tante. Sono arrivato adesso e mi sento molto bene. Darò tutto per la squadra. La Juve mi ha dato una grande possibilità. Questo è un club con molta storia e ho fatto bene a firmare qui”, le prime parole di Tiago Djaló da calciatore bianconero.
L’operazione portata a termine dalla Juventus, però, va vista soprattutto in prospettiva. Il portoghese, infatti, non vede il campo da tempo dopo l’infortunio al crociato rimediato il 4 marzo 2023. Arrivato a Torino ha lavorato subito con il gruppo, ma ancora non ha collezionato i suoi primi minuti con la squadra di Massimiliano Allegri.
La carriera in Nazionale
Chi segue con interesse la crescita di Tiago Djalò è la Nazionale portoghese. In Portogallo, infatti, il classe 2000 è sempre stato riconosciuto come uno dei talenti più promettenti nel reparto difensivo della Nazionale lusitana. La sua prima convocazione nella selezione maggiore è avvenuta nel marzo del 2022, quando è stato chiamato a sostituire Pepe, impossibilitato a giocare a causa del Covid. L’esordio, però, non è ancora arrivato. Ma non c’è fretta.
Al momento, il nuovo difensore della Juventus ha consolidato la sua esperienza attraverso tutte le fasi delle selezioni giovanili del Portogallo, dall’Under 17 fino all’Under 21. Questo percorso gli ha permesso di maturare e di farsi conoscere a livello internazionale, preparandolo adeguatamente per un futuro ruolo di rilievo nella nazionale maggiore e nella Juventus.
Come può giocare Djalò nella Juventus?
Analogamente alla situazione con la Nazionale portoghese, anche per la Juventus di Massimiliano Allegri si predilige un approccio cauto e mirato per Tiago Djalò. Non vi è fretta nel farlo esordire, bensì si mira a garantire un completo recupero fisico e un adeguato inserimento tecnico-tattico all’interno degli consolidati schemi del tecnico bianconero.

Sebbene Djalò abbia principalmente operato in una difesa a quattro, la sua versatilità nel giocare anche come terzino potrebbe rivelarsi un vantaggio significativo. Questa flessibilità potrebbe agevolare una possibile transizione del suo ruolo, rendendolo un’opzione attraente anche per una difesa a tre, in linea con le esigenze tattiche della Juventus.
Tiago Djalò si distingue per la sua velocità e la sua robustezza fisica, attributi che lo rendono abile negli anticipi e nelle letture difensive. Grazie alla sua stazza imponente di 1 metro e 90 centimetri, è altresì un giocatore dotato di un’ottima abilità nel gioco aereo, che si rivela preziosa sia in fase difensiva che in fase offensiva.
Inoltre, Djalò vanta una notevole tecnica di base, la quale riflette la sua esperienza passata anche come centrocampista. Questo gli conferisce una versatilità e una completezza nel repertorio di gioco, permettendogli di adattarsi a diverse situazioni in campo e di contribuire sia in fase di costruzione del gioco che in quella difensiva.
L’idolo e le curiosità
Tiago Djalò utilizza i suoi profili sui social non solo per condividere contenuti legati al calcio, ma anche per mostrare momenti del suo tempo libero e le sue passioni personali. Tra gli idoli che ha ammirato e menzionato spesso sui social, figura Lilian Thuram, definito una “leggenda” dal giocatore del Lille. Thuram rappresenta un modello importante per Djalò, sia come difensore centrale che come terzino destro.

Oltre al calcio e agli interessi sportivi, un tema ricorrente nei profili social di Djalò è la sua ammirazione per il cantante senegalese Youssou N’Dour. N’Dour non è solo una figura iconica nella musica, ma anche un politico attivo nel suo Paese d’origine, avendo ricoperto incarichi come ministro del Turismo e consigliere dell’ex primo ministro Macky Sall, ora Presidente del Senegal.
Nonostante abbia iniziato a giocare a calcio all’età di 10 anni e sia entrato nel settore giovanile dello Sporting Lisbona a 13 anni, la prima passione sportiva di Djalò non riguardava il pallone, bensì il ping pong. Ancora oggi, nel suo tempo libero, si diverte a praticare questo sport.
Un legame significativo con l’Italia si evidenzia anche nel suo trasferimento al Lille nell’estate del 2019. In Francia, Djalò ha sviluppato una predilezione per la cucina italiana, frequentando spesso un noto ristorante italiano della città, gestito da proprietari di origini calabresi, come riportato dalle cronache locali francesi.


