Nicolò Fagioli è tornato a parlare di calcio scommesse: nel documentario Fragile, presentato alla Mostra del cinema di Venezia, il centrocampista della Juventus ha raccontato la sua lotta alla ludopatia. Una dipendenza che ha tenuto il 23enne lontano dal campo da gioco per 10 mesi per via di una squalifica. Ecco alcune delle dichiarazioni del giovane.
Fagioli torna a parlare di calcioscommesse
“All’inizio non giocavo per soldi, non avevo bisogno di soldi. Giocavo per l’adrenalina che mi dava, questo era il problema principale. Facevo anche 12/13 ore attaccato al telefono e passavano come fossero 2 o 3 ore, non te ne accorgevi proprio che il tempo passava così veloce. La puntata più alta che ho fatto è stata di 10mila euro una volta. Non era tanto la puntata ma la frequenza. Mi avevano scritto “Ti spezziamo le gambe prima che vai a Siviglia, non giocherai quella partita lì”. Non potevo nemmeno dire chi mi minacciava o sapere cosa dovevo fare e con chi. E’ brutto essere minacciati da persone che nemmeno sai chi sono”.
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