La Juventus, il ruolo da secondo portiere, le critiche e il periodo al Genoa con Thiago Motta: questi e tanti altri i temi trattati da Mattia Perin. Il portiere bianconero ha parlato durante il format “Tra le linee” di Cronache di Spogliatoio creato insieme a Juventus Creator Lab. Ecco le sue parole in merito.
Le parole di Perin sulla Juventus
“Credo fermamente che non ci possa essere vittoria senza prima dei fallimenti. E’ proprio da quei momenti bui che tu ti crei l’opportunità per migliorarti. E’ veramente difficile vincere senza prima perdere. Mi è capitato di sentire da grandissimi campioni che nella sconfitta godevano perchè da quella avevano il fuoco per tornare e migliorarsi. Cos’è il successo? Un trofeo? Una medaglia? Ok. per me è anche il percorso che ti porta al raggiungimento di un obiettivo. Tutto il sentiero che fai è il successo. La medaglia o il trofeo sono le ciliegine sulla torta. La vittoria sta nel cambiando che hai raggiunto nel percorso.”
“Vedo questa come un’opportunità di migliorarci. Nei momenti di crisi possiamo dare il meglio di noi, a patto che lavoriamo duramente, agiamo in modo professionale e restiamo uniti. Il nostro allenatore ci trasmette serenità, nonostante il periodo difficile che abbiamo affrontato. Non ci lamentiamo, volevamo vincere a Lecce e a Bologna, e crediamo di essere un gruppo forte che deve crescere attraverso queste esperienze. In questo momento dobbiamo seminare, anche se i tifosi della Juventus sono abituati a vincere subito. Siamo un gruppo giovane di grandi professionisti, e sono sicuro che raggiungeremo i nostri obiettivi, grazie all’impegno e alla serietà dei nostri giovani”.
Perin e il ruolo da secondo portiere
“Ho già detto in conferenza che mi sento un co-titolare, come tutti i miei compagni. Siamo 24/25 titolari e stiamo dimostrando che chiunque può giocare al posto di un altro. Questo crea una sana competizione interna che migliora molto il gruppo, alzando il livello generale. Credo che il calcio dovrebbe andare in questa direzione. È vero che si gioca troppo, ma se hai giocatori che possono alternarsi, nessuno dovrà fare 60/70 partite in un anno. Questo è un punto di vista da cui si può costruire qualcosa di interessante. Non mi piace vantarmi, ma essendo uno dei membri più anziani, mi assumo le mie responsabilità. Credo di aver costruito un’immagine di affidabilità. Ci ho messo impegno e alla fine i risultati sono arrivati. Ho ricevuto richieste lusinghiere che mi fanno capire di stare facendo bene e che le persone mi riconoscono. Ma giocare per questo club, indossare questa maglia, con la pressione che mi dà, mi spinge a migliorarmi giorno dopo giorno. Ho vinto una Coppa da protagonista, cosa che forse non mi sarebbe potuta capitare giocando di più in altri club.”
Perin al Genoa di Thiago Motta
“Il mister è stato un anno, io avevo 16 anni ed era il primo anno che andavo in prima squadra. Lo ammiravo come calciatore, era straordinario. Quello fu l’anno di Milito, una stagione incredibile. Non pensavo diventasse allenatore, era troppo presto. Ho raggiunto la maturità, ma non rinnego il mio lato selvaggio. Lavorare su di me dal punto di vista mentale mi ha dato equilibrio; non sono soltanto Mattia. Mi piace ascoltare me stesso e capire di cosa ho bisogno. Pratico la meditazione 3-4 volte a settimana. Cercare l’equilibrio mi aiuta a vedere le cose da più prospettive.”


