Ecco le sue dichiarazioni: “Quando, dopo 10 mesi con un allenatore, Motta, e 30 giorni con un altro, Tudor, cambia poco o nulla, i motivi sono 3. Il primo chiama in causa la materia prima, con la quale è fatta la squadra, e cioè i giocatori, che sono più limitati di quanto si immaginava. Il secondo chiama in causa chi ha scelto i giocatori, Giuntoli e Motta, tenendo conto che, su 13 acquisti, estate-inverno, e 234 milioni spesi, io ne salvo appena 3: Di Gregorio, Kalulu e Thuram. Il terzo è che quelle menti sono ancora tanto programmate, per il gioco orizzontale e articolato di Motta, da non riuscire proprio a convertirsi al gioco aggressivo e verticale di Tudor.
In rosa, inoltre, c’è una quantità industriale di trequartisti, esterni e incursori, che si sbilanciano in avanti. I centrocampisti di posizione, e di interdizione, invece, non sono contemplati: i Furino, Bonini, Conte, Davids… Chi recupera la palla? Solo un adattato, che si sbatte per 3: Locatelli”.



Ho stimato Carlo Nesti per una vita, ma non ho compreso la smania tipica degli anti-Allegri emersa anche in lui dallo scorso anno soprattutto. Da un professionista del suo livello mi aspettavo più cautela, invece dopo alcune prestazioni solo apparentemente convincenti mi è parso un po’ troppo entusiasta del nuovo corso. Io sono un signor nessuno a suo confronto, ma l’analisi che fa oggi il Nesti l’ho fatta già agli inizi della pareggite mottiana. Su Giuntoli cosa scrivere? Io ho sempre scritto e detto che non era un d.s. da portare a Torino. Senza la C.L. cosa vendi per fare… Leggi il resto »