Nel suo editoriale sul Corriere dello Sport, Ivan Zazzaroni traccia un quadro piuttosto disilluso del calciomercato italiano, tra problemi economici e incertezze gestionali. “Piccole e grandi miserie, di debiti vecchi e nuovi, attese e equilibrismi” scrive il giornalista, sintetizzando così lo stato attuale dei club di Serie A.
L’analisi tocca tutte le principali protagoniste del campionato. L’Inter è alle prese con le “confuse intenzioni di Calhanoglu” e con una dirigenza che deve trovare il giusto equilibrio tra competitività e ringiovanimento della rosa. Il Milan, secondo Zazzaroni, è in “oggettiva difficoltà”, mentre la Juventus sarebbe “trattenuta dall’ennesima rivoluzione francese”, un riferimento ai continui cambiamenti portati avanti dalla nuova dirigenza e all’impronta d’oltralpe del progetto tecnico.
Non va meglio nella Capitale: la Roma è vincolata ai paletti del settlement agreement siglato con la UEFA, mentre la Lazio sembra avere “il mercato chiuso per restauro”, con la priorità che va al risanamento dei conti piuttosto che agli investimenti.
In questo scenario tutt’altro che esaltante, Zazzaroni individua però una realtà che si distingue per progettualità e ambizione: il Como. La definisce una “splendida anomalia”, lodandone apertamente il modello gestionale. Un club che, a suo avviso, sta dimostrando come si possa crescere anche al di fuori dei riflettori delle big, puntando su visione strategica e sostenibilità.
Un segnale controcorrente in un calcio italiano ancora troppo spesso prigioniero delle sue contraddizioni.
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