Al fischio d’inizio delle 12,30 a Como saranno passati 38 giorni: è il periodo trascorso dall’ultima vittoria della Juventus, quel 4-3 contro l’Inter del 13 settembre scorso. Così, Igor Tudor ha dedicato una lunga riflessione sulle pressioni legate al mondo bianconero: «Qui ogni discorso che si fa inizia con la frase ‘Siamo la Juve e dobbiamo vincere’, infatti quando riesci a farlo passi dalla parte del torto per tanti – dice il croato – ma bisogna fare le analisi corrette: chi le fa e ha onestà intellettuale, lo capisce; altrimenti, ognuno tra le sue conclusioni». È così che si spiegano gli alti e bassi della Juve, ancora alla ricerca di un equilibrio che possa permetterle di spiccare il volo: «La squadra è un organismo vivo, che cambia nella sua forma e nei suoi interpreti – riflette l’allenatore – perché capita che qualcuno non sta bene e che ti manca, oppure arrivano problematiche che ti modificano in positivo o in negativo: ci sono tanti dettagli, anche legati ai tanti impegni ravvicinati, e io passo tutte le mie giornate a cercare di capire come migliorare i miei giocatori sotto tutti gli aspetti».


