Oltre a Michele Di Gregorio, anche Igor Tudor ha presentato la sfida fra Real Madrid e Juventus: ecco le parole ai microfoni di Prime Video.
Le parole di Tudor
“Questa è una bella domanda, perchè la riunione che abbiamo finito un’ora fa era soprattutto su questa cosa, venire qua, non godersi la partita, non godersi il Bernabeu, ma venire con la mentalità giusta di farcela, di venire qui con la personalità, di non subire, di andare a vincere. Poi quello che succede, succede, però questa è la mia richiesta di oggi, venire qui da protagonisti, quello che si può fare, ma andare a fare la parita, che non vuol dire con 8 giocatori avanti, vuol dire seguire il piano che abbiamo preparato, credere di farcela, non puoi venire qua con una mentalità diversa da questa. poi vediamo cosa ci porta il campo, perchè c’è anche un avversario di un certo livello”.
Poi sui singoli dice:
“Sono stati scelti questi, come dico sempre si gioca sempre in 16, le partite sono lunghe, ci sono due partite in una. Koop starà davanti alla difesa, poi ci saranno Khephren e Mckennie, vogliamo avere un po’ di dinamismo, tre che fanno gioco ma che si buttano anche avanti, loro tre insieme a Dusan e ai due quinti. Questa è l’idea per avere anche un po’ di controllo con loro quattro, però non avere quel controllo passivo, con la corsa, con la voglia di andare a fargli male. Poi vediamo come sarà, perchè si è prepara in un allenamento solo. Io credo che si può fare bene”.
La scelta su Vlahovic:
“Dusan è un giocatore di qualità, uno della rosa, che ha giocato, che ha fatto spesso gol. Nelle ultime tre ha giocato David, che ha fatto bene, ma non ha fatto gol. Dusan ci sta, poi c’è Lois che a campo aperto nell’ultima mezz’ora, gli ultimi 20 minuti può trovare spazi. Le scelte sono queste, sono tutti giocatori pronti. Se non sono pronti qua non so quando saranno pronti”.
Tudor a Sky Sport
Il tecnico bianconero ha anche parlato ai microfoni di Sky Sport: ecco cos’ha detto sulla partita contro i Blancos.
“Conta sempre poco il sistema, c’è gente che pensa che si vince con il sistema, ma non capisce niente. Conta fino a un certo punto, poi ci vuole cuore corsa, qualità dei giocatori soprattutto. Decidono loro le partite. Cosa c’è da fare oggi? Si viene raramente in questo stadio e bisogna venire a fare i protagonisti. Ognuno di loro è la squadra e provare a farcela, in tutti modi possibili, credere di andare a fare goal e quando c’è la possibilità di fare goal, fare goal. E andare a provare a vincere, non subire. Ci saranno momenti in cui ci sarà da subire, è ovvio perché è una squadra di un certo livello e bisogna stare bene sul pezzo. Però non si può giocare 90 minuti così, questo è il mio input, venire qua e provare a giocarci le nostre carte”.
Poi termina:
“No, noi vogliamo avere un po’ di tutto, ci sono dettagli che poi si vedranno e si preparano in allenamento, ma poi c’è la partita e c’è un avversario. Però noi pensiamo a noi stessi, a quello che ho detto prima: la voglia di fare bene e di non venire qua e godersi lo stadio, quello conta zero. È bello se tu vieni con la mentalità di credere che ce la puoi fare, allora diventa tutto bello anche lo stadio e giocare contro il Real Madrid. Era l’unico mio input ai giocatori”.



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