La Juventus ha deciso: Igor Tudor è stato sollevato dall’incarico di allenatore con effetto immediato. La crisi nera dei risultati, culminata con la sconfitta contro la Lazio, ha fatto saltare l’ultimo tabù del progetto bianconero.
Il cammino “a singhiozzo” del tecnico croato
Arrivato il 23 marzo 2025 per sostituire Thiago Motta — esonerato a sua volta — Tudor aveva il compito di suggellare continuità e identità. Nella stagione in corso, i numeri parlano chiaro: 24 partite, con 3 vittorie, 5 pareggi e 3 sconfitte, per una media punti vicina a 1,58.
Ma dietro i numeri si nascondono segnali più inquietanti: troppi cambi di modulo, pochi equilibri chiari, e la squadra spesso apparsa priva di una fisionomia definita. In conferenza stampa aveva detto di non avere “paura dell’esonero, da 0 a 10 questa paura è zero”, affermando una certa serenità nel suo percorso. Ma evidentemente, queste parole non sono bastate a rinsaldare la fiducia del progetto tecnico.
Il momento chiave: Lazio e il tracollo finale
La Goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata domenica scorsa: un’altra sconfitta, questa volta a Roma contro la Lazio, che ha certificato uno stato di inevitabile declino.
Erano ormai otto partite senza vittorie: tre sconfitte e cinque pareggi nelle ultime uscite. I dirigenti e la proprietà — stanchi del mancato passo in avanti — hanno deciso che era tempo di voltare pagina.
Cosa cambia ora: il casting per la panchina
Con Tudor fuori scena, la Juve è già al lavoro per identificare il nome che guiderà la squadra nel prossimo ciclo. Tra i papabili spiccano soluzioni interne e nomi già noti ai tifosi bianconeri.
In molti prospettano un traghettatore proveniente dalla Next Gen per dare respiro, mentre in ambienti giornalistici circolano anche nomi “forti” come Luciano Spalletti o un (improbabile?) ritorno di Thiago Motta.
Ma ciò che colpisce è che non si tratterà solo di cambiare testa: la vera sfida sarà ridare un’identità alla squadra, recuperare la fiducia di un ambiente ormai logorato e stabilizzare un progetto che ha avuto finora più scossoni che certezze.



Spiace per Tudor ma probabilmente non er all*altezza ma il problema non è solo lui- Anche Comolli dovtrebbe andarsene dopo una campagna acqisyi inguardabile