Jonathan David, una delle promesse più attese della stagione, non riesce a scrollarsi di dosso l’ombra del passato recente. A inizio campionato avrebbe dovuto raccogliere il testimone da Vlahovic e diventare il nuovo punto di riferimento offensivo. Invece, le sue prestazioni sono state opache, caratterizzate da una sorprendente difficoltà nel trovare la porta e da una tenuta mentale che sembra vacillare, nonostante una condizione fisica ritenuta ottimale dallo staff tecnico.
La flessione del centravanti canadese è sotto gli occhi di tutti. Dall’Allianz Stadium a San Siro, passando per le sfide europee e i match di Serie A, David ha sprecato occasioni nitide: emblematico l’errore contro il Milan, ma anche contro Villarreal, Lazio e Torino il numero 9 ha dimostrato un’inconsueta insicurezza. L’unico lampo risale alla prima giornata contro il Parma. Poi, il silenzio.
Inizialmente indicato come l’uomo chiamato a guidare l’attacco, David avrebbe dovuto approfittare del momento di flessione di Vlahovic per imporsi. La realtà, però, è andata in direzione opposta: il serbo ha ritrovato spazio, fiducia e gol, mentre il canadese è rimasto impantanato nei suoi dubbi, al punto da sembrare la copia sbiadita del centravanti ammirato in Francia con la maglia del Lille.
Nonostante tutto, Luciano Spalletti continua a difenderlo nelle uscite pubbliche, ribadendo la fiducia nelle sue qualità. Tuttavia, in privato il tecnico avrebbe espresso la necessità di un cambio di passo deciso e immediato, consapevole che, in questa fase della stagione, ogni punto può fare la differenza.
La società, intanto, riflette sul suo futuro. Secondo quanto riportato da Tuttosport, Chelsea e Tottenham avrebbero già chiesto informazioni, dimostrando interesse per un eventuale trasferimento. Anche il Milan osserva con attenzione: un prestito con diritto di riscatto potrebbe diventare un’opzione concreta, soprattutto nel caso in cui Santiago Gimenez dovesse lasciare la squadra rossonera.
Nonostante le voci di mercato, a Torino si continua a sperare in una rinascita. Il club crede ancora nelle potenzialità dell’attaccante classe 2000, nella speranza che il ritorno in nazionale con il Canada – impegnato in amichevole contro l’Ecuador – possa rappresentare una scintilla per riaccendere il fuoco interiore di un giocatore che, al momento, appare spento e lontano dai fasti passati.
Seguici su
Aggiungi tifojuventus.it alle tue fonti preferite e ricevi i nostri contenuti in cima ai risultati di ricerca.


