La Juventus ha lasciato la Norvegia dopo una trasferta ad alta tensione, non solo sul campo ma anche fuori, a causa delle rigide condizioni meteorologiche che hanno compromesso il rientro in Italia. Dopo la vittoria per 3-2 in Champions League, maturata in extremis sul campo innevato di Bodø, il team ha dovuto affrontare un altro ostacolo: il blocco temporaneo dei voli all’aeroporto locale dovuto al ghiaccio che aveva ricoperto la pista.
Il programma iniziale prevedeva il decollo del charter bianconero nella tarda mattinata, ma le autorità aeroportuali hanno imposto lo stop a ogni partenza per motivi di sicurezza. Durante la notte, le temperature polari e le forti raffiche di vento avevano reso la pista impraticabile, costringendo i mezzi di servizio a un intervento d’emergenza per ripulirla. Il gelo ha paralizzato le operazioni, obbligando la squadra a restare in hotel fino al primo segnale di miglioramento.
Solo intorno alle 13:00 è stato concesso il permesso di procedere. La Juventus ha raggiunto lo scalo con pullman privati e, con volti segnati dalla stanchezza ma visibilmente sollevati, i giocatori e lo staff sono saliti a bordo del volo charter. Il decollo è avvenuto poco dopo le 14:00, mettendo così fine all’inaspettato fuori programma. L’arrivo a Caselle è previsto per il tardo pomeriggio del 26 novembre, segnando la conclusione di una delle trasferte più complesse dell’ultima stagione europea.
Il successo sportivo ottenuto in Champions League, grazie ai gol di Openda, McKennie e David, è stato accompagnato da una prova di resistenza anche logistica. Un doppio sforzo che ora impone alla squadra di Spalletti un rapido recupero: sabato è in programma la sfida di campionato contro il Cagliari, match che si disputerà all’Allianz Stadium e che non consente distrazioni.
Il rientro a Torino rappresenta quindi solo una tappa intermedia in vista dei prossimi impegni. Lo staff medico e atletico dovrà ora gestire il recupero fisico dei titolari, messi alla prova da 90 minuti intensi sul terreno difficile di Bodø e dalle difficoltà legate al rientro. Tuttavia, lo spavento per un possibile ulteriore ritardo è stato evitato e la squadra può guardare avanti con maggiore serenità.


