Con un lungo editoriale apparso sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, Arrigo Sacchi ha analizzato la deludente prestazione degli attaccanti della Juventus contro il Lecce. Di seguito ecco il pensiero dell’ex allenatore su David e Openda.
Le parole di Sacchi
“Ci attende una primavera di forti emozioni. I fischi del pubblico, deluso per il pareggio interno contro il Lecce, sommergono la Juve. Il risultato ĆØ la dimostrazione che, nella nostra Serie A, non ci sono sfide semplici: tutti, alla vigilia, pensavano alla possibile quarta vittoria consecutiva dei bianconeri, tornati in corsa per il bersaglio grosso, e invece la squadra di Di Francesco, con una condotta di gara coraggiosa, basata sullo spirito di sacrificio e sulla corsa, e grazie anche a un pizzico di fortuna, ĆØ a fare lāimpresa. In questo modo la Juve di Spalletti non compie quel salto di qualitĆ che ci si attendeva: si tratta di una frenata, inutile girarci attorno, nonostante numerose siano state le occasioni da gol prodotte, compreso un calcio di rigore sprecato da David con un tiro davvero incomprensibile. Mi domando: ma un centravanti, che non segna dalla prima giornata di campionato, ĆØ possibile che vada sul dischetto con tanta sufficienza e calci in quella maniera, con uno scavetto che non ĆØ nemmeno uno scavetto? Al netto della pressione della Juve e della difesa a oltranza del Lecce, ci sono comunque alcuni dettagli da sottolineare. Il primo, evidente a chiunque: la leggerezza (in termini di pericolositĆ e di realizzazioni) dellāattacco bianconero. David ha fallito un rigore, Openda ha sbagliato un tiro abbastanza facile a porta vuota nel finale: mi viene da pensare che questi elementi non siano i termini offensivi ideali per la manovra di Spalletti, allenatore esperto che ama il bel calcio, ma che deve ancora lavorare parecchio per ottenere ciò che desidera. I dirigenti devono probabilmente aiutarlo con qualche acquisto sul mercato. Il gioco lo puoi fare se hai gli elementi adatti, se essi sono funzionali alle tue idee, se tutti sono disposti al sacrificio. Altrimenti, si rischia di predicare nel deserto. Serve uno scatto, e questo scatto può arrivare soltanto se la Juve fa qualche mossa sul mercato”.


