La Juventus ha attraversato un lungo percorso, con allenatori di grande caratura come Rapattoni, Lippi, Conte e Allegri che hanno lasciato il segno nella sua storia. Oggi, Luciano Spalletti sta prendendo in mano le redini della squadra, e seppure il suo ciclo sia appena all’inizio, il tecnico toscano sembra già un veterano nel mondo bianconero, soprattutto per la mentalità vincente che è riuscito a instillare nei suoi giocatori. Sebbene non si possano fare valutazioni definitive, la percentuale di incisività di Spalletti sulla squadra è alta e in continua crescita, con i miglioramenti che si vedono di partita in partita.
L’analisi statistica
La Juventus sta affrontando un percorso che, pur con qualche difficoltà, non ha visto momenti di vera crisi. In soli 11 giornate di campionato, i bianconeri hanno ottenuto 3 pareggi e una sola sconfitta, con una media punti di 2,21 per partita, molto vicina a quella ottenuta da Antonio Conte durante il suo triennio tricolore (2,25). Non solo campionato, però: la Champions League è ancora aperta e, con due gare da giocare, i playoff sono ormai a portata di mano.
Meriti
Il più grande merito di Spalletti, però, è stato quello di aver riportato la Juventus nel suo habitat naturale, rivelandosi più veloce di quanto ci si potesse aspettare nell’adattarsi e nel fare propria la squadra. Quando Spalletti ha preso in mano la Juve, dopo le esperienze non proprio esaltanti di Motta e Tudor, il gruppo era in uno stato di profonda incertezze. Ma il lavoro di Spalletti ha dato rapidamente i suoi frutti, e la squadra sta mostrando progressi significativi.
Come ogni grande allenatore che si rispetti, anche Spalletti non si accontenta dei risultati ottenuti finora e continua a sottolineare i margini di crescita della squadra. Dopo la netta vittoria contro la Cremonese, ha dichiarato: “Ci sono cose in cui ancora dobbiamo migliorare”. Un segnale di come il tecnico voglia mantenere alta la concentrazione dei suoi giocatori e spingerli a raggiungere un livello ancora superiore. La Juve, infatti, deve tornare ad essere un “punto di arrivo” per ogni giocatore, non una “sposa transitoria” come qualcun altro aveva fatto pensare in passato.
Cammino
Il match contro il Cagliari rappresenterà un passo importante nella stagione bianconera, un banco di prova fondamentale per mantenere la continuità di risultati e prestazioni. Ma il vero momento della verità arriverà nei mesi successivi, con una serie di impegni decisivi: Benfica, Napoli, Monaco, Parma, Atalanta in Coppa Italia, e le partite contro Lazio, Inter, Como e Roma in campionato. Al termine di questo ciclo, la Juve avrà una visione più chiara della sua stagione.
In Champions League, il minimo indispensabile è quello di passare ai playoff, ma la qualificazione diretta potrebbe essere difficile, a meno che non si verifichino risultati favorevoli da altre squadre. Per quanto riguarda la Serie A, entrare nelle prime quattro è quasi obbligatorio, considerando l’importanza dei ricavi derivanti dalla partecipazione alla prossima edizione della Champions League. Questi fondi sono essenziali per la sostenibilità e la competitività futura della Juve.
Spalletti, abituato alle pressioni e alle situazioni difficili, è consapevole di quanto sia importante questa stagione. E come ha dichiarato lui stesso nel giorno della sua presentazione, la Juve deve puntare al massimo, “lo impone la storia”. Nonostante le difficoltà, Spalletti non si accontenta del “minimo sindacale”, e la parola scudetto che ha pronunciato al suo arrivo non è mai stata messa da parte. Quindi, con calma ma determinazione, Spalletti sta cercando di riportare la Juve ai vertici, e il suo lavoro sta pian piano dando i suoi frutti.
La Juve ha bisogno di ritrovare il proprio DNA vincente, e con Spalletti in panchina, sembra che il percorso verso questa rinascita sia già cominciato. “Bentornato DNA bianconero” sembra essere il mantra di questa nuova fase.


