Nel corso di un aggiornamento sul proprio canale YouTube, Fabrizio Romano insieme a Matteo Moretto hanno analizzato nel dettaglio le strategie e le difficoltà del mercato offensivo della Juventus, facendo emergere un quadro piuttosto articolato. Secondo quanto spiegato, il club bianconero ha dovuto rivedere i propri piani nel momento in cui sono diventate sempre più evidenti le incertezze di En-Nesyri, dubbi che col passare del tempo si sono trasformati in un vero e proprio stop alla trattativa. A quel punto la dirigenza juventina ha iniziato a sondare diverse alternative, intensificando i contatti con altri club e agenti. Rimane ancora viva la pista Kolo Muani.
Juventus, Mateta e Kolo Muani nel mirino
Tra i profili valutati c’è stato anche quello di Jean-Philippe Mateta: la Juventus ha provato a informarsi sulla sua situazione, ma il Crystal Palace ha chiuso subito la porta, mostrando totale mancanza di apertura a una possibile cessione. L’attenzione principale, però, è rimasta concentrata su quello che viene definito da tempo come un vero e proprio “pallino” della Juventus, ovvero Randal Kolo Muani. L’attaccante francese, seguito con grande interesse già nell’ultimo anno, attualmente si trova al Tottenham, dove però non sta riuscendo a ritagliarsi uno spazio significativo.
Questa situazione alimenta inevitabilmente una tentazione in casa bianconera: tornare a provarci, sfruttando il momento non semplice del giocatore. Tuttavia, gli ostacoli non mancano. Da un lato l’allenatore degli Spurs non sembra intenzionato a privarsi del calciatore, considerandolo comunque una risorsa utile per la stagione. Dall’altro pesa il ruolo del Paris Saint-Germain, proprietario del cartellino, che dopo una lunga estate di contatti con la Juventus non appare particolarmente disponibile a riaprire un dialogo con il club torinese. Nonostante ciò, come sottolineato da Romano e Moretto, alcuni contatti esplorativi ci sono stati, segno che la Juventus continua a monitorare con attenzione ogni possibile spiraglio di mercato.



Penso che nei pochi mesi a torino a dimostrato piu’ di chiunque altro