L’incidente che avrebbe dovuto restare confinato alle polemiche sportive del Derby d’Italia ha preso una piega inquietante, trasformandosi in un vero e proprio caso di cronaca nera. L’arbitro La Penna, al centro delle controversie per la sua direzione di gara durante Inter-Juventus, è diventato il bersaglio di una campagna di odio senza precedenti, culminata in minacce di morte ricevute sui social media. La frustrazione di una parte del tifo, scatenata dall’espulsione di Pierre Kalulu, ha generato violenza verbale che ha travolto non solo l’arbitro, ma anche la sua famiglia. In risposta a queste minacce, la Procura della Repubblica di Roma ha aperto un fascicolo d’indagine contro ignoti, mettendo in moto un’indagine per individuare i responsabili.
L’episodio che ha scatenato la furia di parte dei tifosi è stato l’errore tecnico che ha portato all’espulsione di Kalulu, punito per un contatto con Bastoni che successivamente si è rivelato inesistente. Questo errore ha provocato reazioni violente da una frangia estrema dei tifosi, che hanno riversato sui social network messaggi di minaccia come “Ti sparo” e “Ti veniamo a prendere”. Di fronte a tale aggressione verbale, La Penna ha reagito prontamente, denunciando l’accaduto alla Polizia Postale. Gli inquirenti stanno ora cercando di risalire agli autori di queste minacce, con la prospettiva di conseguenze legali gravi per coloro che si nascondono dietro i nickname online.
Nel frattempo, mentre la giustizia ordinaria compie il suo corso, quella sportiva ha scelto una via inaspettata. Contrariamente alle previsioni che immaginavano una punizione esemplare, Gianluca Rocchi, designatore degli arbitri, ha optato per un approccio di sostegno nei confronti di La Penna. Nonostante il grave errore tecnico, Rocchi ha lodato la capacità dell’arbitro di mantenere la calma e continuare a dirigere il match senza sbavature, nonostante le forti pressioni. Per questo motivo, La Penna non subirà una lunga sospensione, ma solo un turno di riposo fisiologico. Il suo ritorno potrebbe avvenire a breve, con la possibilità di rientrare come VAR o IV uomo. Un gesto che sottolinea la necessità di tutelare non solo l’aspetto tecnico, ma anche la persona dietro la divisa.


