Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato nel dopogara di Juventus-Como. Di seguito le sue dichiarazioni.
Le parole di Spalletti
“No abbiamo reagito però loro hanno potuto utilizzare la loro tecnica. Era un poā quello che dicevamo ieri in conferenza. Noi dobbiamo essere più bravi a tenere palla, perchĆ© loro sono bravi a portarti in giro e se forzi tutte le situazioni sei in difficoltĆ . Loro sanno fare molto bene questo. Poi se ci metti che ogni volta che riprendi palla sbagli i passaggi, ti capita lāoccasione e non la pareggi, diventa una somma di momenti che ti sei creato la difficoltĆ e poi perdi di autostima, fiducia, ti entra quella pressione addosso che ti condiziona perchĆ© succede cosƬ, ĆØ involontario. Succede cosƬ da tutte le parti”.
Psicologia
“Diventa fondamentale lāaspetto psicologico. PerchĆ© poi non sei più partecipativo a quelle che sono le cose, ci sono situazioni che ti creano queste difficoltĆ . Ć il lavoro che avevamo fatto e sembravamo usciti. Avevamo fatto vedere di essere squadra e di avere qualitĆ : non sono scomparse ma sono ancora lƬ e noi non sappiamo andare a riconoscerle perchĆ© ci manca compattezza, stabilitĆ , tenacia nel fare le cose. CāĆØ da prendere iniziative perchĆ© se non le prendi e fai cose normali, banali, semplici diventa tutto più difficile. Troppe volte ci succede di perdere questi palloni e gli altri lo traducono in gol. Su 25 volte ĆØ la 13esima volta che prendiamo gol al primo tiro in porta. Poi si incasina tutto e non siamo forti come vorremmo mentalmente.
Ma noi abbiamo quella cosa lƬ altrimenti non si arriva a giocare quel calcio che abbiamo fatto vedere. Si reagire, ma consapevolezza di quello che abbiamo nelle nostre possibilitĆ . Altrimenti non puoi giocare alla pari in inferioritĆ numerica a San Siro. Ma non riusciamo a riconoscerla e ci sono momenti in cui ci perdiamo. Lo switch ĆØ lƬ, la differenza ĆØ tutta lƬ. Ti ricapita che non fai gol nella palla che riesci a procurarti in maniera corretta, cercata. Nel primo tempo ĆØ più facile far gol loro o la palla che abbiamo avuto noi? Invece perdi palla e in quella mezza situazione prendi gol. Poi si incasina tutto. Hai tempo per riprendere la partita però vieni imprigionato, si vede da questa situazione. Non devi neanche prendere il secondo”.
Di Gregorio
“Il portiere ĆØ in un momento di difficoltĆ come tutta la squadra. Il portiere ĆØ in difficoltĆ ma io devo perdere un pallone cosƬ? Ć tutto un cane che si morde la coda ma diventa una questione mentale di squadra perchĆ© sempre di squadra si parla. Io lāenergia a livello di squadra la riconosco. Da parte mia ĆØ la stessa cosa che ho detto a loro, io sto fino a fine anno di sicuro e fino allāultimo giorno non abbasso di un millimetro il mio pensiero nei loro confronti. Ora ci siamo ritonfati dentro alle problematiche e quella roba lƬ ce lāhanno ma non riescono a riconoscerla. Hanno un poā di condizionamenti e questa storia qui alle spalle. Noi bisogna sempre andare a farlo con noi questo ragionamento. Devo fare uso delle storie che mettono a posto la mia ricerca, i comportamenti, le abitudini che io mi creo per andare ad acchiappare i miei obiettivi”.
Preoccupato
“L’allenatore può dare tanto e nulla. Io sono preoccupato per tutte quelle persone che credono in me nella Juventus, nella societĆ , nei tifosi. Per me non sono preoccupato, sono preoccupato per le responsabilitĆ che ho e se vedo che non reagiscono e non sanno riconoscere chi sono e cosa possono fare. La qualitĆ di un allenatore sa anche nel sapere guardare le cose, saperle sentire dal punto di vista di chi sta davanti. Devo trovare le cose corrette da dire. Poi devo mettere in discussione anche la mia capacitĆ di dire le cose perchĆ© loro questa possibilitĆ ce lāhanno. Poi il campo e le partite che andranno a disputare diranno se io ho la percezione e visione corretta delle persone che ho a che fare o no”.
Yildiz
“Ha preso una botta e stava zoppicando. Adesso bisogna vedere quando gli si fredda l’entitĆ del problema. Questo fa capire anche il carattere del giocatore e della squadra. Una reazione da calciatore vero”.



Abbiamo toccato il fondo.
La Juventus non merita questo scempio. I padri Agnelli hanno costruito una leggenda, e oggi i loro figli la stanno distruggendo senza rispetto, pezzo dopo pezzo.
State umiliando la nostra storia. Una vergogna totale. š¤¦š»āŖā«
Quel pollo di portiere lo hai messo tu in porta dal primo minuto šš©
hai rotto il caxxo….pure tu……
Ma neanche noi siamo preoccupati š¤·š
š¤š
Ci sarĆ un motivo se prendete gol al 1o tiro..