Juventus, parla Kalulu: “In campo mi sento a casa”

Il difensore ha risposto alle curiosità dei Junior Reporter, raccontando aspetti della sua carriera e della sua vita fuori dal campo.

Pierre Kalulu ha risposto alle curiosità dei Junior Reporter, raccontando aspetti della sua carriera e della sua vita fuori dal campo.

In quale ruolo si sente più a suo agio? C’è un difensore a cui si ispira?
Kalulu non ha dubbi: “Mi sento più a mio agio in difesa, ovviamente. Quando sono in campo sto bene. Certo, quando attacchi ti diverti un po’ di più perché puoi fare gol o assist, ma per me la cosa più importante è essere sul terreno di gioco: restare fuori fa sempre più male.”
Quanto ai modelli, preferisce non fare un solo nome: “Direi un po’ da tutti. Non ho una risposta precisa, è difficile sceglierne solo uno.”

Ha dei figli?
Per ora no, ma guarda al futuro con serenità: “Non ho ancora figli. Chissà, magari un giorno. Spero che giochino a calcio, ma se faranno qualcos’altro andrà benissimo lo stesso.”

Il compleanno più bello?
Il ricordo più divertente di Kalulu è legato alla maggiore età: “Il compleanno più divertente è stato il mio diciottesimo. Sono andato per la prima volta in vacanza da solo, senza la mia famiglia, con il mio migliore amico e un altro amico. Siamo andati a Salou, in Spagna: c’erano il parco divertimenti, la spiaggia, il sole… Avevo appena iniziato ad avere un po’ di soldi miei ed è stato davvero molto divertente. Un bellissimo ricordo.”

L’amicizia con McKennie e Thuram è reale anche fuori dal campo?
Sul rapporto con Weston McKennie e Marcus Thuram scherza: “È solo un’intesa in campo! No, a parte gli scherzi, siamo davvero molto legati. Ci vediamo anche fuori dal campo, anche se passiamo già insieme tutta la giornata tra allenamenti e partite, quindi a volte staccare un po’ fa bene.”

Come nascono le esultanze e come si prepara alle partite?
Tutto è partito per gioco: “Le esultanze sono nate come uno scherzo prima di una partita, durante la merenda con alcuni compagni. Ci siamo detti: ‘Se succede, facciamolo’, e poi in campo è venuto naturale.” Per caricarsi, invece, sceglie la musica: “Dipende dal mio umore: se mi sento troppo tranquillo scelgo musica più aggressiva, se invece sono troppo carico metto qualcosa di più rilassante.”

Un consiglio a una bambina che vuole giocare a calcio?
“Di ricordare sempre perché ha iniziato, soprattutto nei momenti difficili. Non è sempre facile, ma bisogna mantenere il piacere di giocare e la passione. È quello che ti spinge avanti quando le cose si complicano. E poi deve credere nel suo talento.”

Perché il numero 15?
La spiegazione è semplice e ironica: “Il 10 era già occupato!” Poi aggiunge: “In realtà il 15 era libero e anche mio fratello maggiore, che gioca a calcio, aveva quel numero. Così scambiarci le maglie è più facile.

Cosa prova entrando in campo?
“È una delle emozioni più belle. Quando esci per il riscaldamento o per la partita provi orgoglio, sembra quasi un sogno. Vedere tutta quella gente ti fa rendere conto di dove sei. Poi, quando la partita inizia, la concentrazione prende il sopravvento, ma il momento dell’ingresso in campo è speciale.”

Un suggerimento per un giovane difensore?
“La cosa più importante è comunicare con i compagni, il prima possibile e in ogni situazione. Parlare ti aiuta a capire i momenti della partita, le linee di passaggio e quando intervenire. E poi imparare ad anticipare: più inizi presto, più ti verrà naturale crescendo.”

Cosa pensa dell’affetto dei tifosi?
“È una bellissima sensazione sentirsi amati. Ti dà ancora più voglia di rendere orgogliose le persone. All’inizio è strano vedere gente che non conosci così felice di vederti, ma è sempre un piacere. Non ci si abitua mai davvero.”

Come gestire paura ed emozione in partita?
“Devi ricordarti che se sei in campo è perché hai le qualità per stare lì. Sbagliare capita a tutti, anche a me in allenamento. L’importante è reagire subito, senza restare bloccato sull’errore. Durante una partita nessuno ricorda tutti gli sbagli, ma ricorda quello che fai di buono dopo. Abbi fiducia in te stesso.”

Quando ha capito di poter arrivare in Serie A? E cosa prova dopo un intervento decisivo?
“Ho sempre avuto fiducia in me stesso. Intorno ai 15-16 anni ho iniziato a crederci davvero. In Serie A ho capito di poter restare verso i 19 anni.”
E dopo una giocata determinante: “Dopo un intervento decisivo provi una scarica di adrenalina incredibile, quasi ti senti un supereroe. Ma devi restare concentrato, perché l’azione successiva può arrivare subito.”

Com’è l’ambiente alla Juventus?
“È un ambiente molto professionale, ma ti fanno sentire subito a tuo agio. Passiamo più tempo insieme che con le nostre famiglie, quindi sì, alla fine diventa una famiglia. Si lavora seriamente, ma si scherza anche tanto.”

Ha un rito prima di scendere in campo?
“Ascolto musica e mia madre mi manda sempre un messaggio a cui devo rispondere. Poi faccio una preghiera. Niente di più.”

Il trasferimento da Milano a Torino?
“Com’è stato il passaggio da Milano a Torino? All’inizio trovare casa è stato complicato. Però sono arrivato a fine mercato e c’erano subito le partite, quindi non ho avuto molto tempo per pensare. L’ambiente è stato accogliente, anche grazie a chi parlava francese. Ero felice di indossare una nuova maglia.”

Come comportarsi quando si è in panchina?
“Anche se fa male, devi essere un compagno esemplare e sostenere la squadra. In allenamento devi dare ancora di più di chi gioca, perché quella è la tua partita. Così puoi guardarti allo specchio e sapere di aver fatto tutto il possibile.”

Il segreto della sua velocità?
“Kai dovresti chiederlo a loro! Io dormo tantissimo. E quando vedo che l’avversario è stanco, provo ad accelerare ancora di più.”

Ha attraversato momenti difficili?
“Sì, diversi momenti. Quando ho firmato a Milano non giocavo e ho passato mesi solo ad allenarmi: è stato duro. Poi l’infortunio e l’operazione mi hanno messo alla prova. In quei momenti è importante parlare con qualcuno e avere sempre un obiettivo, anche piccolo, ogni giorno. Perché tutto passa, sia le cose belle sia quelle brutte.”

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