Dall’incontro Spalletti-Elkann al futuro di Comolli: cosa sta succedendo alla Juve

Alla Juventus è già tempo di processi, anche se all’orizzonte c’è ancora una partita da giocare

spalletti juventus

Alla Juventus è già tempo di processi, anche se all’orizzonte c’è ancora una partita da giocare. “È stata sicuramente una giornata negativa – le parole di Giorgio Chiellini il giorno dopo la sconfitta contro la Fiorentina che rischia di costare una stagione intera e circa 80 milioni di euro – e adesso viviamo alla giornata, aspettiamo di finire questo campionato”. C’è un ultimo impegno da onorare e ci sono ancora 90 minuti da giocare, ma la stagione della Juventus rischia di essere terminata con una gara d’anticipo. Il derby della Mole, infatti, può diventare totalmente inutile ai fini della classifica: i bianconeri sono stati protagonisti di un harakiri incredibile con lo 0-2 contro i viola, passando da grande favorita nella corsa Champions League a ultima della graduatoria di questa volata e con le speranze ridotte al lumicino.

 

SPALLETTI

Da una parte perché la squadra di Luciano Spalletti si troverà di fronte il Toro che punta a salvare una stagione deludente e senza emozioni, dall’altra perché ci sono da superare due squadre su tre e gli impegni delle altre sembrano tutt’altro che proibitivi. Il Milan ospita il Cagliari già salvo, la Roma fa visita al Verona retrocesso da settimane, il Como vivrà il derby lombardo contro la Cremonese in trasferta: oltre all’obbligatoria vittoria nella stracittadina, la Juve ha bisogno di almeno due scivoloni altrui. Ciò che Locatelli e compagni hanno offerto contro la Fiorentina, però ha deluso davvero tutti, Spalletti in primis. “In settimana parlerò con John Elkann, sarà un’analisi di me stesso – l’annuncio arrivato nel post-partita – perché devo presentare qualcosa di più di ciò che ho presentato contro i viola: se i giocatori non reagiscono dal punto di vista mentale il primo responsabile sono io”. Si è trattato di una chiara e forte assunzione di responsabilità, con l’aggiunta di qualche punto interrogativo sul proprio futuro alla guida della Juve. Ai vertici societari la figura di Spalletti è centrale nel mondo bianconero e già solo il rinnovo fino al 2028 firmato poco più di un mese fa la dice lunga sulla fiducia che si è conquistato nonostante la strada verso la Champions sia diventata quasi impercorribile.

 

COMOLLI

Ecco perché sotto la lente d’ingrandimento è finito l’operato della dirigenza: non tanto quello di Chiellini e nemmeno quello di Ottolini, arrivato soltanto a gennaio, bensì quello dei francesi Comolli e Modesto. Il progetto del 54enne di Béziers, sbarcato a giugno 2025 come direttore generale e successivamente nominato amministratore delegato a novembre scorso, si è rivelato fallimentare e sono previsti incontri durante i quali non si possono escludere ribaltoni. Così, se agli acquisti falliti (da Openda a Zhegrova e Joao Mario) si aggiunge il buco economico da 80 milioni di euro con il mancato approdo in Champions League, ecco che la posizione di Comolli diventa decisamente traballante. In tutto questo, però c’è da provare a vincere un derby contro il Toro che negli ultimi trent’anni spesso e volentieri si è tinto di bianconero. Il problema è che, questa volta, rischia davvero di non bastare per conquistare l’obiettivo minimo della stagione.

Redazione

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