Il centrocampista bianconero sta bruciando le tappe anche in Nazionale: “Il mio idolo era Nedved, ma ora mi ispiro a De Bruyne. La prossima stagione? Voglio restare con Allegri alla Juventus.“
Fabio Miretti non si sente come uno scolaretto in gita premio. Anche se gli esami incombono: «Frequento il liceo scientifico sportivo della Juve e quest’anno ho la Maturità» dice, senza mai perdere il sorriso. Cosa volete che sia la pressione di un’interrogazione di fronte alla marcatura di Milinkovic?
Miretti si è guadagnato la prima chiamata dell’Under 21 scalando le gerarchie bianconere a soli 18 anni. La Nazionale Under 19 è stata fino a ieri la comfort zone del centrocampista di Pinerolo («vorrei giocare l’Europeo di categoria con i miei compagni, non importa se non farò vacanze»), ma uno come lui non si accontenta di primeggiare tra i pari.
Vuole eccellere tra i grandi. «Sono sotto età e per me è un onore essere qui – spiega in conferenza stampa il ragazzo che ha conquistato Max Allegri, tanto da salutare la Juve Under 23 in Serie C a stagione in corso per giocare le ultime quattro partite di Serie A da titolare (Venezia, Genoa, Lazio e Fiorentina). «Da quando mi hanno fatto salire tra i grandi sono cresciuto tanto per un tifoso juventino doc come me è una sensazione indescrivibile poter indossare quella maglia».
UNDER 21 – Gli azzurrini di Paolo Nicolato affronteranno il Lussemburgo in trasferta lunedì (a Differdange), poi la Svezia giovedì 9 (a Helsingborg) e infine l’Irlanda martedì 14 giugno (ad Ascoli).
Sono le ultime tre partite del girone F – e Miretti spera di giocarne almeno una da titolare – decisive per mantenere il primo posto e conquistare il pass per la fase finale dell’Europeo. L’Italia ha tre punti di vantaggio rispetto agli svedesi, ma anche una gara da recuperare; insomma, il destino è nelle mani dei ragazzi di Nicolato. «Vogliamo fare tre su tre» rilancia il centrocampista, che nei giorni scorsi è stato anche tra i protagonisti dello stage di Coverciano voluto dal Ct Mancini.
«Alla Nazionale maggiore per ora non ci penso – precisa lui – Allegri mi dà sempre tanti spunti per migliorare, lo stesso sta facendo Nicolato in questi giorni: giocare partite internazionali ti fa crescere. I talenti italiani in giro ci sono, basta avere gli occhi per scovarli».
E il futuro? Pochi dubbi: «Giocare in Serie C con la Juve è stata una fortuna per il mio percorso, è un’esperienza che consiglio perché è davvero formativa. Ora però mi piacerebbe restare in prima squadra, ne parlerò con la società». Per Miretti è una questione di appartenenza, al punto che da bambino aveva Nedved come idolo: «Mi ero fatto crescere i capelli come lui e avevo pure il caschetto. Oggi invece mi ispiro a De Bruyne».
Lo scrive Il Corriere dello Sport.
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