Juventus-Salernitana, le pagelle di TJ

È successo di tutto nella sfida tra la Juventus e la Salernitana.

La squadra campana ferma la Juventus sul risultato di 2 a 2 in una partita ricca di episodi – tanti cartellini rossi – e di rimpianti per i colori bianconeri.

Le pagelle.

Perin 6: Incolpevole sulle reti della Salernitana. La difesa, soprattutto nel primo tempo, fa molta fatica a prendere le misure e i calciatori della Salernitana creano gioco e occasioni da gol. Bravo e attento nel finale di gara con due interventi insidiosi.

Cuadrado 4: Altra partita sottotono del colombiano. Nel primo tempo non riesce mai a prendere le misure a Mazzocchi che dai suoi piedi fa partire il gol del vantaggio di Candreva. Nel finale macchia la sua prestazione con un rosso diretto per una mischia accesa con Fazio. (Soulè: sv)

Bremer 5+: Mezzo voto in più per il gol che riapre il match, ma oggi il brasiliano non è mai stato in partita. Soffre moltissimo i movimenti di Piatek e Dia e anche in fase di impostazione sbaglia qualche pallone di troppo. In Champions servirà un Bremer diverso.

Bonucci 6: Meno in difficoltà del compagno di reparto, perché nelle situazioni di grande difficoltà fa fede sulla sua esperienza. Sbaglia il rigore, ma è bravo sulla respinta a deviare il pallone in rete. Entra nel gol di Milik al 94’ per una posizione di fuorigioco non influente, ma l’arbitro decide di annullare lo stesso.

De Sciglio 4.5: Si perde Candreva nell’occasione del vantaggio dei campani. Partita timida e di bassa qualità per il terzino sinistro, mai in partita e mai incisivo. Nella ripresa lascia il posto ad Alex Sandro. (Alex Sandro 5+: Entra con il piglio di spaccare il mondo, ma i suoi cross non superano mai i 5 cm dal terreno di gioco. Da uno con le sue qualità ci si aspetta molto di più).

McKennie 4.5: Se il calcio fosse solo corsa, l’americano avrebbe il primato per il calciatore più forte della rosa, ma non è così: corre tento, è vero, ma spesso senza un criterio. Sbaglia nel pressing e i suoi movimenti errati lasciano campo – soprattutto nel primo tempo – alla ripartenza della Salernitana.

Paredes 5: Il centrocampo con l’arrivo dell’argentino ha più geometrie, ma spesso l’ex Psg viene lasciato troppo solo contro Maggiore e Coulibaly che hanno un altro passo rispetto al nuovo arrivato. Nel secondo tempo – complice anche un po’ di stanchezza – sparisce dal campo.

Miretti 6: Pronti via va al tiro per due volte nei primi dieci minuti impegnando Sepe a due interventi importanti. La classe c’è la personalità anche, ma paga un i ritmi elevati della gara. La sua prestazione, però, resta uno delle cose positive della serata. (Fagioli 6: Entra bene in gara e nel finale sfiora anche il gol, ma sulla sua strada trova un grande Sepe).

Kostic 6-: Come nel caso di Bremer mezzo punto in più per l’assist fornito al brasiliano per il gol del 2 a 1, ma la prestazione del serbo è sottotono. I cross sono il suo pane quotidiano – e che cross – ma in alcune occasioni ha forzato la giocata perdendo tempi di gioco importanti. (Danilo 6: Entra in un momento non facile. Porta corsa e qualità nella gara e dai suoi piedi nasce una palla gol importante. In Champions ritroverà il posto da titolare).

Vlahovic 6: Lotta tanto contro una difesa che lo marca a uomo con due calciatori. Corre tanto per non dare punti di riferimento – come Allegri gli chiede – e sotto porta non è fortunato. Sfiora il gol in più occasioni da fuori area, ma per il serbo quella di oggi non è stata serata.

Kean 4: I mezzi ci sono, ma la testa no: gioca 45’ minuti in modo insolente, senza grinta e voglia di poter incidere nella gara. Spreca l’ennesima grande occasione di poter riscrivere la sua storia parziale con la maglia bianconera. (Milik 6.5: Il suo ingresso è ossigeno puro per la squadra e nel corso del secondo tempo sfiora per più volte la rete del pareggio. Trova nel finale la rete della vittoria, ma la beffa è doppia: gol annullato e cartellino rosso per doppia ammonizione per essersi levato la maglia durante l’esultanza).

Allegri 4.5: Le assenze sono importanti, ma il cambio Kostic per Danilo nel finale quando la Juventus stava crescendo e serviva qualità nei cross o nell’ultimo passaggio è abbastanza inspiegabile. Scelte di formazione rivedibili soprattutto in difesa.

 

 

 

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