In ognuno dei cinque successi ottenuti quest’anno dai bianconeri c’è stato il marchio del serbo, segnale dell’importanza ma anche della dipendenza juventina dalla sua giovane punta.
L’importanza di Dusan Vlahovic nella Juventus di Massimiliano Allegri non è certo una novità. C’è però un dato inequivocabilmente eloquente che spiega il legame tra la prolificità dell’ex Fiorentina e la capacità bianconera di portare a casa l’intera posta in palio. In ognuno dei cinque incontri vinti dalla Juve quest’anno tra Serie A e Champions League il numero 9 è andato in gol.
Un dato secco, che può essere interpretato in diversi modi ma che di certo un doppio significato ce l’ha. In primis, ed è la cosa più importante, la punta serba non ha mai perso il proprio smalto al netto del momento di difficoltà, né tantomeno la sua centralità nel gioco di Allegri nonostante l’arrivo di pezzi grossi come Milik, Kostic e Di Maria. La controparte è meno rosea, ed è riassumibile in un “se non ci pensa lui, non lo fa nessuno”. Soprattutto in match tirati come lo è stato il derby in cui (anche) stavolta Vlahovic è stato decisivo, ma non si può sempre e solo aspettare la sua zampata.


