Rinaudo spiega le motivazioni che hanno portato alla penalizzazione della Juventus in classifica
Sulle colonne di Tuttosport è intervenuto il magistrato Antonio Rinaudo, ex pm di Torino, che ha commentato la situazione della Juventus: “La penalizzazione di 15 punti è in linea con il principio di afflittività che deve avere la pena. Non trovo clamoroso il fatto che il Procuratore abbia chiesto una pena e la Corte ne abbia inflitta un’altra più elevata: ha ritenuto, sulla base di una articolata motivazione, che il fatto fosse grave proprio per la reiterazione nel tempo. E quindi alla gravità del fatto segue una pena proporzionata. Si fa esplicito riferimento a “natura ripetuta”, a “violazione di principi di verità e correttezza”. Non sono stupito. Ancorché fossi un tifoso della Juventus, valuto la sentenza da un punto di vista strettamente tecnico e oggettivo.
La quantificazione della pena è rapportata a dei parametri che ad esempio nel codice penale sono indicati da un articolo specifico in cui si fa riferimento alla gravità del fatto, alla personalità di chi ha commesso l’illecito. Criteri che all’uomo comune sfuggono e che però la Corte ha preso nella dovuta considerazione valutando anche i mezzi attraverso cui i tesserati della Juventus sono arrivati a commettere questo reato. Non mi chiederei perché 15 punti e non 14, mi chiederei perché la Juventus è stata condannata”


