Barzagli: “Si fa sempre fatica a far capire cosa voglia dire indossare la maglia della Juve”

Le parole rilasciate dall'ex difensore della Juventus Andrea Barzagli ai microfoni di Radio BiancoNera

barzagli

EMOZIONI. “Secondo me a volte a parole hai difficoltĆ  a spiegare cosa vuol dire essere alla Juventus ed indossare quella maglia perchĆ© per capirlo ci devi essere, e quando ci sei capisci che c’ĆØ dietro qualcosa di storico, dato da una proprietĆ  centenaria, e c’ĆØ una certa mentalitĆ . Non ĆØ facile, perchĆØ ci sono tante pressioni ma quando arrivi alla Juve sai che devi puntare a vincere. Il ‘peso’ di una squadra del genere lo dimostra proprio l’organizzazione di una serata come quella di martedƬ, quando un club riesce a riunire tanti campioni davvero leggendari”.

COPPE. “Dipende dai punti di vista. ƈ normale che giocare ogni tre giorni ti porti via tante energie mentali e fisiche, ma una squadra forte ci ĆØ abituata ed ha una rosa ampia che può far fronte a questi impegni. Di positivo, in ottica Juventus, c’ĆØ che in una settimana Allegri e i ragazzi possono preparare al meglio la partita di campionato, con l’obiettivo ovviamente di tornare a giocare in Europa, perchĆØ quella ĆØ la dimensione del club”.

TERZINO. “Non ĆØ stato facile quando Allegri mi ha detto che avrei giocato da terzino perchĆ© quella decisione riguardava solo me. In un primo momento ci sono state delle difficoltĆ  ma dopo, pensando ai trascorsi e all’etĆ  e alla maturitĆ  che avevo raggiunto, ho capito che era il caso di mettermi al servizio della squadra. Alla fine ero felice di poter dare comunque il mio contributo, anche se in maniera diversa”.

SCUDETTI. “Io penso che per il primo Scudetto siamo stati trascinati, tutto l’ambiente anzi, ĆØ stato trascinato da quella fame, quella voglia e quell’entusiasmo giusto. Ci fu poi anche un demerito da parte del Milan che ci permise di prevalere. Quello del 2014/15 con Allegri fu complicato, prendemmo in mano una situazione complessa. Quell’anno c’era stato un ricambio di giocatori, andarono via alcuni di grande esperienza e vennero sostituiti da ragazzi molto forti ma giovani e ci furono diversi problemi. Poi quando tutti capirono dove si trovavano, grazie anche al blocco dei giocatori più esperti, siamo ripartiti. Inizialmente facemmo due o tre vittorie all’ultimo minuto, il derby e un’altra, furono episodi che ci permisero di respirare e prendere fiducia, da allora ricominciammo a vincere non subendo gol per tante partite”.

Redazione

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