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L’arbitro anonimo: “Errori anche in Fiorentina-Inter e Napoli-Verona”

Il direttore di gara in incognito torna a parlare del malfunzionamento del VAR e di episodi dubbi nelle ultime due giornate di Serie A

Torna a parlare a Le Iene l’arbitro anonimo che da qualche settimana ha fatto emergere molti dubbi sull’utilizzo del VAR in Serie A e portato alla luce problemi interni all’Associazione Italiana Arbitri. Nella nuova puntata del programma che va in onda su Italia 1, il direttore di gara ha parlato di errori nelle ultime due giornate di campionato. Ecco una parte delle sue dichiarazioni che andranno in onda.

Continuano gli errori del VAR

“Per esempio, due giornate fa, durante Fiorentina-Inter, in cui non è stato concesso un calcio di rigore evidente a favore della Fiorentina, per una trattenuta prolungata da parte di Bastoni sul giocatore della Fiorentina Ranieri. In questa azione Bastoni non si preoccupa mai di arrivare a contendere il pallone, ma solo di ostacolare il suo avversario. Qui il VAR Marini sarebbe dovuto intervenire per far rivedere l’azione ad Aureliano, l’arbitro in campo, che commette anche un altro errore: non fischia calcio di rigore per l’uscita di pugno del portiere dell’Inter Sommer sull’avversario Nzola, colpisce la palla e poi anche la testa dell’avversario. Qui correttamente il VAR ha chiamato l’arbitro a rivedere la sua decisione errata e infatti Aureliano ha dovuto concedere il rigore. Da notare che invece un episodio molto simile in Cagliari-Milan della passata stagione, cioè l’uscita di pugno di Maignan su Lovato, non fu punita né dall’arbitro né dal VAR. Come vedete episodi simili, quasi identici, una volta il VAR interviene, l’altra no. I tifosi non capiscono, ma vi assicuro neanche noi arbitri”.

Errori in Napoli-Verona

“Purtroppo sì, in Napoli-Verona c’è un evidente fallo da rigore per intervento di Cabal che con la sua gamba destra colpisce la gamba destra di Kvarathskelia prima di toccare il pallone. Tecnicamente l’azione è da inquadrare in due fasi: è nella prima fase che scatta la punibilità, perché il difensore crea un danno all’attaccante. Il fatto che nella seconda fase il difensore tocchi anche il pallone non è rilevante ai fini del decretare o no il calcio di rigore. Qui l’arbitro valuta erroneamente il contatto come non falloso, ma inspiegabilmente anche il VAR non interviene. Eppure, le immagini sono chiare e inequivocabili”.

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