Otto pareggi in stagione, un dato che pesa come un macigno su una squadra che ambiva a ben altri traguardi. Anche a Lecce, la Juventus non è riuscita a sfuggire alla spirale di delusioni che caratterizza il suo cammino recente. Dopo due gare senza reti, tra campionato e coppa, ci si attendeva una reazione concreta, ma il risultato è stato un pareggio agrodolce arrivato in extremis.
La partita sembrava indirizzata a favore dei bianconeri grazie al gol di Cambiaso, un tiro deviato dal leccese Gaspar che ha spiazzato il portiere avversario. Tuttavia, il Lecce non si è arreso e ha trovato il meritato pareggio nei minuti di recupero, punendo una Juventus apparsa stanca e priva di idee nei momenti decisivi. L’ennesima beffa ha lasciato un segno visibile sui volti dei giocatori, incapaci di gestire il vantaggio e ormai logorati dagli infortuni che hanno falcidiato l’organico.
I nove assenti, tra cui Vlahovic e Nico Gonzalez, pesano, ma non possono essere l’unico alibi. Il problema principale risiede nelle poche soluzioni offensive create durante i 90 minuti. Gli ingressi di giovani come Pugno – al debutto assoluto – e di sostituti come Mbangula e Fagioli hanno aggiunto ossigeno ma non sostanza. E senza un attacco incisivo, anche una difesa più solida rispetto al passato serve a poco.
Le note positive e le ombre di un progetto che non decolla
Tra i pochi a salvarsi nella serata pugliese ci sono Cambiaso, autore del gol, Conceição, instancabile nei suoi dribbling, e Locatelli, il più lucido a centrocampo. Anche Kalulu e il portiere Perin hanno offerto prestazioni all’altezza, ma il resto della squadra è apparso sottotono, soprattutto Yldiz e Koopmeiners, isolati dal gioco e mai veramente coinvolti.
E allora le domande si moltiplicano, rivolte soprattutto al tecnico Thiago Motta, chiamato a trovare risposte rapide. Come? Forse con un cambio di assetto: abbassare Koopmeiners per sfruttare meglio il suo talento in costruzione, avanzare Locatelli per dare più incisività al centrocampo, e portare Yldiz più vicino alla porta per sfruttarne le qualità offensive.
Se i pareggi e l’imbattibilità possono sembrare un risultato accettabile in teoria, nella pratica rischiano di diventare un limite insormontabile. Per puntare in alto servono vittorie, non mezze misure. E a Lecce, ancora una volta, la Juve non è riuscita a fare quel passo in più.



Col Bologna sarà l’ultima partita di Motta se perde
Per il bene della Juve torna a Bologna…..
Ha a disposizione una squadra giovane, lasciamolo lavorare e vedrete che i risultati arriveranno. 🤔
Alla Juve manca un centravanti che faccia i gol. Neanche se venisse Conte potrebbe risolvere questa situazione.
Peggio di questo non si può fare, quindi; si aspetta il meglio, si augura si faccia il prima possibile!
è interista, è lui che porta sfiga… mandatelo via , poi lamentatevi di Allegri…
E dategliela una punta sana e capace!
E lasciamolo lavorare. La sfortuna ci perseguita
Deve mangiarne ancora parecchia di pastasciutta……
Elkan, oltre Tavarez, dovrebbe mandare VIA MOTTA e chi lo ha portato.
VERGOGNA JUVE. VERGOGNOSI Giuntoli e Motta entrambi responsabili della disastrosa campagna acquisti/cessioni, tra giocatori rotti e ridotti senza attaccanti di ruolo dopo 14 giornate. MOTTA mister INETTO, PRESUNTUOSO e solo CHIACCHIERE e DISTINTIVO. p.s. la JUVE ha ben 7 punti MENO dello scorso anno ed il Bologna ha gli stessi punti dello scorso anno con una partita in meno.