Durante la trasmissione Pressing, l’ex centrocampista della Juventus Alessio Tacchinardi ha commentato l’episodio del calcio di rigore fallito da Manuel Locatelli nella partita contro il Sassuolo, soffermandosi soprattutto sulla gestione dei tiri dal dischetto all’interno della squadra bianconera.
Tacchinardi ha espresso perplessità sul fatto che non ci sia una gerarchia chiara tra i giocatori incaricati di battere i rigori: “Se la Juve batteva un rigore Tacchinardi, avevamo un problema. Se Locatelli batte un rigore alla Juventus, oggi abbiamo un problema. Però se Locatelli è un giocatore che è il rigorista, non si può ogni volta che c’è un calcio di rigore, Vlahovic prendere la palla, palla a Yildiz, palla a Vlahovic. Locatelli che dietro guarda, il giocatore che deve battere il rigore deve avere una serenità totale“.
L’ex centrocampista ha poi ricordato la situazione ai tempi in cui giocava alla Juventus, sottolineando come esistesse una gerarchia molto chiara tra i tiratori: “Quando c’ero io e c’era il rigore, c’erano mostri sacri come Zidane, Nedved, Ibrahimovic ma nessuno si permetteva di andare sul dischetto perché c’era Alessandro Del Piero“.
Tacchinardi ha quindi ribadito l’importanza di stabilire in anticipo chi debba assumersi la responsabilità dal dischetto: “Se Vlahovic, parla con Yildiz, Yildiz parla con Locatelli, non si capisce più niente, lo si dice prima della partita. Locatelli si è sempre preso la responsabilità, lo ha fatto con il Venezia, quindi li sa tirare, ma basta con questi teatrini“.
Infine, l’ex bianconero ha sottolineato come una situazione del genere possa avere conseguenze importanti nel finale di stagione, soprattutto nella corsa alla qualificazione europea: “Spalletti deve chiarire prima della gara e questo teatrino qua potrebbe costare la Champions alla Juventus“.
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