Juventus, David: “Ogni stagione è quella giusta per lo scudetto”

Il nuovo volto dell’attacco ha scelto di vestire la maglia numero 30. Ecco le sue prime parole da giocatore bianconero

È tempo di presentazioni in casa Juventus ed oggi è stato il momento di Jonathan David. Il giovane attaccante canadese, classe 2000, è sbarcato a Torino lo scorso 4 luglio e ha siglato un contratto quinquennale con la Juventus, valido fino al 30 giugno 2030. L’accordo prevede un ingaggio netto di 6,5 milioni di euro a stagione, a cui si possono aggiungere bonus fino a un milione di euro legati alle prestazioni individuali e al raggiungimento di determinati obiettivi.

Il nuovo volto dell’attacco bianconero ha scelto di vestire la maglia numero 30. Ecco le sue prime parole da giocatore della Juventus.

Le parole di David

“Sono molto contento. La prima settimana è andata molto bene, i miei compagni mi hanno aiutato tanto quindi fino ad ora tutto bene direi. Perchè ho scelto la Juventus? Abbiamo avuto degli scambi con il management. Per me è stato molto importante, ho parlato anche coi compagni. C’era un grande interesse per me di venire alla Juventus perché è un grande club e avevo tutto l’interesse”.

Poi dice:

“Il dialogo con il mister è stato molto positivo. Sono nuovo, mi ha chiesto quali erano le mie aspettative come prima punta. Io prendo molta iniziativa, il mio lavoro è fare gol e quindi abbiamo parlato molto di questo. Io ho iniziato a giocare a calcio perchè mio papà giocava a calcio e quindi era la prima cosa che facevo. Ad Haiti tutti giocano a calcio. Io volevo diventare un professionista. Tutti i campionati hanno le loro sfide ma io volevo la Juventus e quindi mi sono trovato in SERIE A. Da piccolo avevo diversi modelli da Didier Drogba a Samuel Eto’o. Oggi ce ne sono molti a cui mi riferisco”.

Gli idoli della Juventus e il numero di maglia

“La Juve ha avuto tantissimi giocatori che sono diventati delle leggende. Cristiano Ronaldo, Dybala, Del Piero, Trezeguet, tantissimi, non riesco neanche a citarli tutti. Ho scelto il 30 che è il giorno in cui é nato mio papá e credo che sia un bel messaggio da far passare.Tutti avevamo una grande dedizione, molti si fermavano a giocare con me. Il mio lavoro e il mio successo non è dovuto solo a questo. Credo molto, sono religioso, per diventare professionista ci vogliono impegno e fede”. 

Il soprannome, i gol da segnare e i trofei con la Juventus

“Il soprannome funzionava bene. Io sono molto freddo e questa freddezza mi aiuta quando il gioco richiede pressione. Bisogna restare freddi, focalizzati e anche nell’ultimo passaggio sarà utileesserlo. Ho cercato di dare continuità negli ultimi anni. La Serie A è molto diversa, più tattica e più difensiva. Ci sono nuove sfide. Scudetto? Ogni hanno puó essere quella giusta. Il campionato è molto difficile ma bisogna avere l’ambizione di arrivare fino in fondo. Non c’è mai la garanzia di essere titolari dall’inizio. Bisogna giocare, fare il proprio lavoro, non mi aspetto di essere titolare ogni volta ma farò del mio meglio per guadagnarmelo. Non posso permettermi di parlare ancora di Pallone d’Oro. Ho scelto questo club perché ha grandi ambizioni, anche io le ho. Voglio lavorare il più possibile per la squadra e diventare uno dei migliori marcatori al mondo. Le due cose vanno di pari passo. Sì, penso di esserlo. Sono qui per questo. So quali sono le richieste del club e sono pronto a rispettarle”. 

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