Alessandro Del Piero, ospite di una chiacchierata con il creator Mattia Pobilio, ha risposto ad alcune domande sulla sua carriera e sulla visione del calcio moderno. Le sue parole offrono uno sguardo sincero e riflessivo sul percorso di uno dei simboli più amati della Juventus.
Alla domanda su cosa abbia provato nel diventare, da giovanissimo, un giocatore bianconero, Del Piero ha ricordato le emozioni dei suoi primi giorni a Torino:
“È stato spaventoso, a essere onesti. Avevo 18 anni e lo spogliatoio era pieno di campioni, ragazzi che fino al giorno prima avevo visto solo in TV. È stato emozionante e molto duro a livello emotivo, perché avevo un enorme rispetto per tutti loro. Ho avuto grandi compagni di squadra: si sono presi cura di me e io avevo grande rispetto per quello che avevano fatto alla Juve in quegli anni”.
Parlando del calcio di oggi e delle nuove generazioni di giocatori, Del Piero ha riconosciuto l’evoluzione del gioco:
“Il calcio è cambiato molto, ma non nei ruoli. Oggi ci sono più giocatori con grandi qualità nell’uno contro uno. Mi piacciono gli attaccanti che rischiano il passaggio, che provano il dribbling. Questa nuova generazione, con ragazzi come Lamine Yamal e Yildiz, è davvero divertente da vedere”.
Infine, alla richiesta di descriversi con una sola parola, Del Piero ha scelto un termine che racchiude tutta la sua carriera e il suo modo di essere:
“Passionale. Penso che la passione sia la chiave di tutto”.


