In occasione del Football Business Forum in SDA Bocconi, Giorgio Chiellini ha parlato della Juventus e del futuro. Ecco cos’ha detto il Director of Football Strategy.
Le parole di Chiellini
“Il mio ruolo cerca di combinare e stare vicino alla parte sportiva cercando di crescere in un ambito più istituzionale con un ruolo che eredito da Francesco Calvo che l’anno scorso mi ha introdotto in questo ambiente e quello che facevo in ambito nazionale lo faccio oggi anche a livello internazionale. A livello aziendale sto affiancando Comolli in tutto quello che è la gestione del club. Non mi sono mai sentito allenatore. Sto cercando di passare ad un altro tipo di ruolo anche se credo che si possa mantenere la leadership. Ogni anno iniziava la stagione e il gruppo dei calciatori rappresenta 25 aziende, non calciatori, con obiettivi singoli e si cerca di creare gerarchie per l’obiettivo di squadra facendo capire che senza unità di intenti non si centra l’obiettivo anche le 25 aziende singole vanno male. Poi hai anche tu, da giocatore di leadership, hai i tuoi “capi” dall’allenatore alla società fino alla proprietà”.
Che differenze ci sono fra Serie A e Premier League?
“Aggiungerei anche Champions League che diventa un competitor importante della Serie A con il calcio che si sta globalizzando sempre di più con un esempio concreto per i diritti del 2027. La Serie A non credo possa raggiungere la Premier League ma debba avere un miglioramento se vuole sopravvivere con l’interesse verso la Serie A all’estero che sta calando e bisogna cambiare strategia con la volontà di avere i migliori calciatori che sono la cosa che davvero attrae lo spettatore. Al momento non c’è un tavolo unico che vuole parlare della crescita collettiva. Non vogliamo essere una lega che cresce i calciatori e poi li vede andare via. Investire solamente nel calcio è un rischio molto grande se non si ha un pensiero di insieme e i club italiani sono anche a buon mercato ma poi si riscontrano le difficoltà. Basti pensare a Pallotta a Roma, arrivato per costruire lo stadio e adesso dopo 10-15 anni siamo ancora a zero. A Milano c’è un segnale, e penso che gli imprenditori vogliano investire nel calcio italiano con la burocrazia che deve aiutarli senza perdere l’opportunità lasciandoli andare”.
Chiellini sulla Juventus
Che futuro per la Juventus?
“Allo stadio lanceremo tanti eventi, siamo partiti con il rugby e questa estate ci saranno i primi concerti. Stiamo provando a portare avanti l’idea di ospitare eventi ben più superiori del numero delle partite. Il discorso è quello di riuscire ad arrivare più in profondità su quello che vogliono i tifosi. Ora c’è una lacuna importante ed è un progetto sui cui abbiamo iniziato a lavorare. Avere una maggiore fan base si permette di avere una attrattività maggiore con gli sponsor. Stiamo cercando di rendere lo stadio sempre più attraente con attività particolari, ma dobbiamo migliorare la raccolta dei dati. Il livello in USA si sta alzando, ma il salary cap sta dando la possibilità di mantenere alta la competitività, anche se non sta esplodendo il movimento anche per via di questo: non si possono ingaggiare troppe stelle con il campionato che ha 7-8 giocatori al livello della Serie A fino ad arrivare a giovanissimi che non farebbero un settore professionistico giovanile in Italia. Media spettatori 20-25mila, riescono a dare un prodotto per il loro livello, ma ce la fanno, per via della loro concezione dello sport che è più spettacolare rispetto a noi, e per loro è un’esperienza magari più simile al teatro, al cinema, e da loro funziona”.


