Intervenuto sul canale YouTube di Cronache di Spogliatoio, Riccardo Trevisani ha dedicato un lungo commento al lavoro di Damien Comolli, nuovo amministratore delegato della Juventus, soffermandosi in particolare sull’approccio fortemente orientato ai dati che il dirigente rivendica in fase di mercato. Il giornalista non ha nascosto le proprie perplessità: secondo lui, “non so se Damien Comolli sarà un dirigente vincente”, ma è certo che le recenti dichiarazioni del dirigente “hanno vanificato 4-5 mesi di lavoro” in cui stava cercando di presentarsi come un profilo credibile.
Il giudizio di Trevisani sul mercato bianconero
Trevisani precisa di non voler giudicare in anticipo il mercato bianconero, anche se ritiene che i movimenti estivi abbiano già dato dei segnali. Tuttavia, ciò che lo ha colpito sono le frasi pronunciate dallo stesso Comolli. Il dirigente, ricorda il giornalista, ha affermato che i calciatori vengono scelti “soltanto esclusivamente in base ai dati”, arrivando a dire che se l’allenatore non è d’accordo “si crea una frizione”. Trevisani insiste sul fatto che abbia sostenuto anche che al Tolosa si valutava il mese di nascita dei giocatori, che “il calcio è noioso”, che non legge libri sullo sport in cui lavora e che preferisce formarsi osservando discipline diverse. Una serie di posizioni che, a suo giudizio, risultano “terrificanti”.
L’importanza dell’elemento umano
Pur riconoscendo il valore dell’analisi statistica, Trevisani insiste sul concetto chiave: senza interpretazione umana i numeri perdono significato. Portando esempi concreti, sostiene che i dati possono indicare un portiere come migliore in campo “perché ha fatto 37 passaggi”, ignorando parate, gol subiti e contesto della gara. Da qui la sua convinzione che “i dati sono fondamentali, ma vanno integrati”, perché non basta sapere quanti gol ha segnato un attaccante o quanto corre un centrocampista per capire se possano funzionare in una squadra come la Juventus. Trevisani conclude ricordando che esperienza, competenza e capacità di osservazione restano insostituibili: nel calcio del 2025, ribadisce, è illusorio credere che “soltanto i numeri possano avere ragione sull’occhio umano”.


