Frattesi, niente fuga dall’Inter: Juventus sullo sfondo

Al momento il centrocampista non rappresenta una priorità assoluta per i bianconeri, che hanno altre urgenze da risolvere

La posizione di Davide Frattesi non ha subito particolari evoluzioni rispetto alle ultime settimane. È vero che all’Inter il centrocampista sta trovando poco spazio, tanto da essere scivolato indietro nelle rotazioni, superato anche da Sucic nelle preferenze tecniche. Nonostante questo, la sua intenzione resta quella di proseguire in nerazzurro e giocarsi fino in fondo le proprie chance, cercando di ritagliarsi un ruolo più importante con il lavoro quotidiano. Per questo motivo, un addio immediato non è affatto scontato, al di là delle indiscrezioni che continuano a circolare.

Il discorso potrebbe eventualmente cambiare più avanti, magari a giugno, quando lo scenario sarebbe completamente diverso. In quel periodo, però, entrerebbe in gioco anche un fattore fondamentale: la corsa al Mondiale, obiettivo che riguarda sia la Nazionale italiana sia lo stesso Frattesi, chiamato a mantenere continuità e visibilità per restare nel giro azzurro.

Sul fronte Juventus, l’interesse esiste ma va contestualizzato. Al momento Frattesi non rappresenta una priorità assoluta per i bianconeri, che hanno altre urgenze da risolvere. Inoltre, l’ipotesi di uno scambio appare complicata: il profilo economicamente più vicino sarebbe Thuram, ma il centrocampista francese è considerato incedibile dalla società. A tutto questo si aggiunge un’esigenza ben precisa nella strategia juventina, ovvero il rafforzamento della corsia destra difensiva. Joao Mario non ha convinto e il ruolo di terzino destro viene prima di qualsiasi investimento a centrocampo.

In questo contesto, Frattesi resta più una suggestione che una reale opportunità di mercato. Come già accaduto in passato, però, la variabile decisiva potrebbe essere la volontà del giocatore, capace di rimescolare le carte in qualsiasi momento. Un anno fa era stata proprio una sua richiesta di cessione a far discutere, ma le cifre richieste erano proibitive: 45 milioni per la Roma e addirittura 60 per gli altri club. Numeri difficili da sostenere allora, ancor di più oggi dopo una stagione con più ombre che acuti.

Redazione

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