Luciano Spalletti vede in Weston McKennie una pedina centrale della Juventus che sta prendendo forma sotto la sua guida. Non sorprende quindi che sia tra i principali sostenitori della ripresa dei dialoghi per il prolungamento del contratto del centrocampista statunitense. Il rapporto costruito tra il tecnico toscano e il numero 22 è evidente, così come lo è il verdetto del campo: McKennie non era mai stato così costante e incisivo. Nelle ultime sei partite ha messo a referto due reti, contro Lecce e Cremonese, e tre assist decisivi nelle sfide con Napoli, Roma e ancora Cremonese. Numeri che raccontano di un giocatore trasformato, capace di esprimersi ad alti livelli in più ruoli e diventato ormai imprescindibile nello scacchiere juventino.
Questo rendimento, però, non è passato inosservato. Con il contratto in scadenza il 30 giugno, diversi club hanno iniziato a monitorare la situazione, pronti a cogliere un’occasione a parametro zero. Squadre di Bundesliga e Premier League seguono con attenzione l’evoluzione della vicenda, così come alcuni top club turchi e italiani. Più defilata l’ipotesi di un ritorno negli Stati Uniti, scenario poco probabile vista l’età e il momento di carriera del giocatore.
Alla Continassa, intanto, si lavora per riaprire definitivamente il tavolo del rinnovo. L’idea è quella di proporre un accordo di almeno tre anni, con un ingaggio adeguato al nuovo status di McKennie. Dopo le tensioni nate in seguito al mancato via libera all’intesa impostata in passato, ora il clima sembra più disteso. Nei prossimi giorni sono attesi nuovi contatti per capire se esistono le condizioni per continuare insieme e blindare uno dei pilastri della Juventus che verrà.


