Luciano Spalletti nel post partita di Juve-Lazio aveva spiegato come ritenesse necessaria una riforma arbitrale che consenta ai direttori di gara di assumere lo status di professionisti. L’indomani del match dell’Allianz Stadium ĆØ arrivata la replica dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri) al tecnico bianconero. Di seguito la nota ufficiale.
Il comunicato dell’AIA
“LāAssociazione Italiana Arbitri (AIA), in relazione ad alcune dichiarazioni ed articoli di stampa odierni sul tema del professionismo degli arbitri di vertice finalizzato al miglioramento qualitativo delle prestazioni arbitrali, intende precisare di non essere stata mai contraria a proposte di riforma in questa direzione. Il Presidente Antonio Zappi ed il Comitato Nazionale giĆ dal settembre scorso avevano affermato la propria apertura in questa direzione, purchĆ© il rafforzamento delle tutele economiche e professionali per gli arbitri della CAN non pregiudicasse la salvaguardia dellāautonomia tecnica dellāAIA. Lavorare insieme a FIGC e Leghe per una simile riforma non solo ĆØ possibile, ma ĆØ stato a suo tempo indicato come addirittura auspicabile, per costruire una riforma condivisa e sostenibile anche sotto il profilo economico. Il calcio italiano, peraltro, ha sicuramente bisogno di arbitri sempre più preparati e pronti alle necessitĆ di un mondo che richiede sempre maggiore professionalitĆ , ma ciò non ĆØ raggiungibile solo con semplici trasformazioni, ancorchĆ© ormai ineludibili, dello status giuridico arbitrale professionistico per gli arbitri di Serie A, ma anche mettendo a disposizione nelle serie minori le migliori risorse tecniche e dirigenziali disponibili. Questo Comitato Nazionale, infatti, crede fermamente che arbitri di qualitĆ in Serie A saranno possibili anche in prospettiva solo in quanto il calcio saprĆ ancora investire nella formazione arbitrale dei giovani in Serie C e in Serie D e, più in generale, nelle serie minori. Proprio in questa direzione si inseriva il progetto tecnico avviato dal Presidente Zappi insieme al Comitato Nazionale, un percorso che meriterebbe di essere proseguito e valorizzato per il suo reale significato e la sua qualitĆ . Lāobiettivo rimane, infatti, quello di preservare e riportare al centro del sistema una funzione arbitrale dotata di autorevolezza, carisma e forte personalitĆ , capace di assumere decisioni con indipendenza, senza risultare subordinata alla pressione degli strumenti tecnologici”


