Aldo Serena ha parlato ai microfoni di Tuttosport in vista di Inter-Juventus, big match della prossima giornata di campionato. L’ex attaccante, oggi commentatore Sky, ĆØ infatti un ex sia dei bianconeri che dei nerazzurri.
L’intervista a Serena
INTER-JUVE – “Io penso che una partita pirotecnica come quella vista all’andata sarĆ difficile che possa accadere. Le due squadre saranno più equilibrate, la Juve cercherĆ di non chiudersi e di giocare una partita a viso aperto e cercando di pressare alto. L’Inter ha il compito di vincere una partita contro una grande, in questa stagione non lo ha ancora fatto, non ci ĆØ riuscita, però ha delle dinamiche di gioco che sono fondamentali: la fascia sinistra ĆØ una corsia preferenziale con Bastoni e Dimarco che hanno delle caratteristiche determinanti per il gioco dell’Inter. Da quella parte sanno colpire con decisione, sicuramente sarĆ una partita tirata, uno dei soliti Inter-Juve a San Siro”.
L’ATTACCO DELL’INTER – “Non si assomigliano perchĆ© l’Inter ha a disposizione 4 giocatori con caratteristiche diverse, mentre la Juve non ha l’attaccante centrale sul quale appoggiarsi, l’Inter ha sia Lautaro che Pio. Quest’ultimo ha delle grandissime doti e fa lavorare il suo fisico in maniera certosina: distribuisce bene palla, fa salire la squadra, crea spazi, va a chiudere poi in area di rigore l’azione sugli sviluppi del gioco sull’esterno. Poi ha anche Thuram e Bonny che sanno attaccare la profonditĆ e hanno la forza e la tecnica per saper andare a far male da soli. C’ĆØ una differenza sostanziale nei due attacchi tra le due squadre”
IL VAR – “Il mondo va avanti e si cambia, però non sempre il progresso significa migliorare le cose. Non si può fermare il tempo, la societĆ cambia e cambiano anche i parametri dello sport. Io penso che dal VAR non si possa tornare indietro ma si può e si deve migliorare, a partire dall’etica dei giocatori. Il fatto di cadere facilmente in area di rigore o aumentare le simulazioni, perchĆ© sta diventando un calcio televisivo. La spinta o l’episodio vista al VAR o vista al monitor ĆØ diversa da quella vista in presa diretta o dal campo, la pressione o la spinta che ci può essere viene ingannata dal video secondo me. C’ĆØ bisogno anche di cultura da parte degli arbitri nel capire in anticipo i movimenti dei calciatori e deve salire un’etica sportiva nei giocatori che, deve essere portata avanti non solo attraverso l’educazione verbale ma anche con delle decisioni degli arbitri che siano più flessibili”.
L’ATTACCO DELLA JUVE – “David dovrebbe essere più intraprendente. C’ĆØ da dire che David ĆØ arrivato in maniera timida, poco integrato inizialmente e ora con l’arrivo di Spalletti si sta convincendo delle proprie qualitĆ , anche perchĆ© il mister sotto il profilo psicologico li stimola a dovere, però tutti quei palloni che sono arrivati nelle ultime partite devono essere capitalizzati dalla prima punta in area di rigore e cosƬ non ĆØ stato. Credo che Openda sia molto frenetico quando viene chiamato in causa e non ha la tranquillitĆ e l’equilibrio mentale giusto. E’ vero che ĆØ veloce, rapido e sa attaccare bene la profonditĆ , però ha poca luciditĆ in area di rigore, questo step lui non lo ha ancora superato”.
L’ANEDDOTO SU PLATINI – “Michel ĆØ tutto quello che io non ero. La nostra parte in ombra la si cerca e la si apprezza negli altri e lui era un giocatore unico. Faceva le cose con una semplicitĆ disarmante in campo e fuori, una persona intelligente che sapeva vincere le partite anche da solo. L’aneddoto ĆØ quello di un giorno che uscendo dagli allenamenti, in una stagione in cui io ero partito bene, se non sbaglio feci 7 gol nelle prime 9 partite, mi disse: āSei contento di essere qui alla Juve?ā e io risposi: āCerto. Ci sei tu, ci sono Mauro e Cabrini che crossano, c’ĆØ Laudrup vicino a meā e lui mi ha detto: āSai, sono io che ti ho voluto alla Juve. Ti ho voluto anche perchĆ© tu colpisci molto bene di testa, cosƬ puoi appoggiarmi i palloni anche dietro, arrivo io e tiro”.


