Locatelli: “Siamo carichi e pronti. Servono personalità e maturità”

Il capitano ha parlato dello stato di forma della squadra, della crescita del gruppo e delle insidie della gara

Alla vigilia della sfida contro l’Inter, Manuel Locatelli si è presentato in conferenza stampa con idee chiare e tono determinato. Il centrocampista bianconero ha parlato dello stato di forma della squadra, della crescita del gruppo e delle insidie della gara, senza sottrarsi ai temi individuali e di spogliatoio.

La settimana di lavoro è stata preziosa per ricaricare le energie: “È stata una settimana dove abbiamo recuperato energie fisiche e mentale. Siamo carichi, pronti e non vediamo l’ora di giocare“. Parole che trasmettono entusiasmo e concentrazione in vista di una partita dal peso specifico elevato.

Consapevolezza e maturità saranno fattori decisivi. Locatelli non nasconde il valore dell’avversario: “Sappiamo tutti l’importanza della partita di domani e conosciamo la loro forza.sappiamo la loro forza, hanno un grande allenatore e giocano insieme da tanto tempo e sono maturi. A noi è mancata un po’ questa maturità, alcune partite doveva vincerle, anche partite sporche. Siamo più consapevoli e abbiamo fiducia. Dobbiamo avere questa personalità e fare un grande partita domani”. Un’analisi lucida, che evidenzia il percorso di crescita ancora in atto.

Il centrocampista ha poi commentato le parole di Claudio Marchisio nei suoi confronti: “Ringrazio Claudio per le parole che ha detto. Sulle critiche ho sempre cercato di essere equilibrato, si aspettano tanto da me, le critiche poi dipendono da chi le dice. Io ascolto società ed allenatore. Io sto bene, sono in forma, il mister mi ha dato fiducia ed è molto importante. Stiamo giocando meglio e sono contento di quello che stiamo cercando di fare“. Fiducia e responsabilità vanno di pari passo, soprattutto quando si indossa una maglia pesante.

Sul tema della maturità, Locatelli indica la strada: “Si può sempre migliorare, il mister ci dice sempre che abbiamo margini di miglioramento. Si parte dall’allenamento, siamo una squadra molto giovane e ci fa mancare un po’ di maturità ma siamo consapevoli delle nostre qualità“. Lavoro quotidiano e crescita progressiva sono le basi per colmare il gap.

A livello personale ammette di poter incidere di più in zona gol: “Potrei segnare un po’ di più e dovrei cercare di arrivare alla conclusione. Alla fine l’importante è vincere e chi segna non è importante. Adesso ho altri compiti e cerchiamo tutti di fare le cose per bene“. Prima il collettivo, poi le statistiche individuali.

Sul tecnico mantiene una linea chiara: “Non spetta a me dirlo, ma siamo molto contenti di come lavora con noi. Non ama che si parli di lui, mi ha detto anche prima che non devo parlare di lui. Posso dire che siamo molto contenti di lui“. Il gruppo, dunque, è compatto attorno alla guida tecnica.

C’è spazio anche per il ritorno di Boga: “È stato bello ritrovarlo perchè abbiamo vissuto anni importanti, eravamo più giovani e immaturi. Credo possa darci una grande mano, è forte nell’uno contro uno, può determinare le partite. Era quello che il mister gli diceva sempre a Sassuolo, si deve convincere di quello che può fare. Sono felice per lui“. Un rinforzo che può dare imprevedibilità.

Sulla sua stagione evita paragoni: “Io cerco di dare il meglio di me in ogni partita. A volte ho giocato meglio, altre peggio ma non è mai mancato il cuore. Non so se sia la mia miglior stagione ma sono contento di quello che sto facendo. Quello che non mancherà mai è il cuore per questa maglia“.

Un passaggio anche su Cambiaso: “Sono molto legato ad Andre, è un ragazzo che ti ascolta. Deve solo stare tranquillo, deve lavorare bene, mette l’impegno massimo ogni volta e non si fa mai indietro. Solo il campo dimostrerà, è un ragazzo che merita di star qui è forte e ha personalità Deve star tranquillo e lavorare bene“.

Infine, uno sguardo agli avversari e al clima partita: “Ci può essere questa cosa di spensieratezza che possiamo avere, sono partite che si decidono sui dettagli, dovremo cercare di imporre il nostro gioco. Gli voglio bene come agli altri dell’Inter che conosco bene. Sta facendo bene e se lo merita, è stato criticato ma sta rispondendo sul campo. Chiaro che domani spero non faccia così bene“.

Sulla classe arbitrale mantiene equilibrio: “Non mi sento di dare consigli. Ho un buon rapporto con tutti, sono disponibile al dialogo, non mi piace creare polemiche. Cerco di fare il mio lavoro e anche loro e non voglio entrare in polemiche. La cosa importante è che diano il massimo, possono esserci errori ma è normale che ci siano“.

Locatelli e il ruolo di capitano

Chiusura sulle condizioni dei compagni e sul ruolo di capitano. “Sta bene e vediamo domani. Io non sono l’allenatore e farà le scelte il mister. Per Koop non è facile quando si arriva alla Juve, bisogna stargli vicino, si sta impegnando tanto e ha grande qualità e sta lavorando bene. Domani chi giocherà farà una grande prestazione perchè sono partite che si preparano bene“.

E infine l’orgoglio della fascia: “Essere capitano della Juve, oltre ad essere uno sei sogni più grandi è una responsabilità che ho quotidianamente. Resto umile e disponibile con gli altri, un capitano vero deve dare l’esempio con tutti e cerco di farlo anche in famiglia“. Parole che fotografano il senso di appartenenza e la responsabilità di guidare il gruppo in una sfida che può pesare molto sulla stagione.

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1 mese fa

serve un po’ di ipnoterapia, bisogna imparare a gestire l’impeto pressare correre ma concludere con lucidità e precisione chirurgica

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