Nel corso di un intervento a Radio Sportiva, il giornalista Fabrizio Biasin ha espresso alcune riflessioni sulla situazione della Nazionale italiana di calcio, soffermandosi in particolare sul contributo dato da Gianluigi Buffon e Leonardo Bonucci all’interno dello staff e sulle ipotesi legate alla futura guida tecnica della squadra.
Biasin ha sottolineato come i due ex difensori azzurri abbiano affrontato il loro incarico con impegno e buona volontà, pur evidenziando alcune difficoltà legate alla mancanza di esperienza in ambito dirigenziale. “Penso che abbiano provato a fare il meglio possibile, poi probabilmente non avevano ancora l’esperienza necessaria per gestire determinate cose perché non è che il grande nome sia sinonimo per forza di cose di grande capacità di essere dirigente”.
Secondo il giornalista, nonostante le difficoltà, entrambi hanno lavorato con l’obiettivo di creare un gruppo competitivo. “Loro ce l’hanno messa tutta, hanno provato a costruire un’idea vincente, un gruppo, parzialmente a un certo punto c’erano anche riusciti secondo me, perché in realtà l’Italia aveva ritrovato un minimo di entusiasmo smarrito nei mesi post europeo, però non è bastato.” Biasin ha comunque ribadito che l’impegno da parte loro non è mai mancato: “Detto questo, io credo che ce l’abbiano messa tutta”.
Biasin sul possibile ritorno di Mancini
Nel suo intervento, il giornalista ha poi commentato anche le voci riguardanti un possibile ritorno in panchina di Roberto Mancini. Pur riconoscendo il valore dell’allenatore, Biasin ha invitato a non ripercorrere sempre le stesse strade. “Non è che bisogna sempre per forza ripartire dagli stessi nomi”.
Ricordando quanto accaduto nell’estate della sua uscita dalla Nazionale, Biasin ha aggiunto: “Un po’ perché effettivamente Mancini ci ha un po’ lasciato per strada in quella famosa estate, poi si è pentito e ha anche più o meno chiesto scusa ufficialmente, quindi per amor del cielo non è che deve essere condannato a vita”.
Il punto centrale del ragionamento del giornalista riguarda però la necessità di rinnovamento. “Io continuo a credere che si debba passare da tentativi nuovi, cioè cercare di uscire dalle solite logiche, dai soliti nomi, dalle solite dinamiche”. Secondo Biasin, il calcio italiano dovrebbe avere più coraggio nelle scelte, evitando di affidarsi sempre alle stesse figure solo per i risultati ottenuti in passato.
La conclusione è un invito chiaro a guardare avanti: “A me sembra sempre che finiamo per girarci attorno e non abbiamo il coraggio di prendere decisioni forti verso un futuro diverso”.
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