Luciano Spalletti ha affrontato numerosi argomenti nel corso di una lunga intervista rilasciata a DAZN. Il tecnico ha analizzato la situazione della sua Juventus, soffermandosi sulle rivali per lo Scudetto, sul lavoro della dirigenza e sulle caratteristiche dei nuovi giocatori. Spazio anche agli obiettivi stagionali e alle ambizioni europee dei bianconeri.
La lotta per lo Scudetto
Spalletti vede un campionato ricco di concorrenti e sottolinea il livello delle principali avversarie della Juventus.
“Oltre ad Inter e Napoli che sono davanti a tutte, quest’anno abbiamo un Milan che si è rinforzato in maniera considerevole, il Como che si conferma forte e la roma che con le prime due partite ha lanciato un segnale importante. Per me anche la Lazio può rientrare tra le squadre di livello alto, e la Fiorentina, con Grosso che ha le qualità per risollevare la squadra, anche perchè dal mercato sono arrivati giocatori di livello”.
“Noi dobbiamo trovare un equilibrio anche rispetto all’anno scorso, quando abbiamo giocato bene per un certo periodo e poi ci siamo un po’ persi per strada, forse perchè non eravamo riusciti a creare le basi per confermare il buon lavoro fatto. Grazie agli arrivi di quest’anno credo che possiamo riproporre le cose positive e confermarle anche nel tempo, la squadra è forte e mi piace, poi è chiaro che gli avversari non mancano, ce ne sono di fortissimi e dobbiamo diventarlo anche noi”.
Il rapporto con Carnevali, Massara e Ottolini
Il tecnico ha poi raccontato il rapporto costruito con alcuni dirigenti, evidenziando la stima reciproca.
“Mi è capitato spesso di abbracciare Carnevali prima di una partita, lo conosco da anni e se siamo stati ironici tra di noi è perchè siamo sempre stati avversari. Massara è stato già un mio direttore a Roma, abbiamo passato momenti bellissimi carichi di stima e affetto. Ottolini l’ho conosciuto qui alla Juve ed è una bellissima persona. Con persone come loro è facile creare un rapporto positivo”.
Vicario e Di Gregorio
Parlando della situazione tra i pali, Spalletti ha riconosciuto il valore di Michele Di Gregorio, spiegando al tempo stesso cosa può portare Vicario alla squadra.
“Reputo Di Gregorio un grade professionista con enormi qualità, per questo gli ho sempre dato fiducia. Vicario è meglio strutturato fisicamente ed ha più esperienza internazionale, ha giocato a Tottenham, in un contesto che gli creava insidie da tutte le parti e se ne accorgerà anche Michele che ora si confronta con la Premier. In Inghilterra ci sono calciatori con una certa fisicità e non è una passeggiata vederseli arrivare contro. Vicario qui ha già fatto qualche intervento degno del suo valore, è bravissimo coi piedi e questo è positivo quando devi dar via all’azione”.
Woltemade e Sarr, le nuove soluzioni
Grande curiosità anche per Woltemade e Sarr. Spalletti ha descritto le peculiarità dei due giocatori, a partire dal profilo fisico e tecnico dell’attaccante.
“Se fosse un cavallo direi che assomiglia ad un Frisone, incute timore con la stazza ma si lascia accarezzare perchè ha un carattere dolcissimo. Nick sa relazionarsi ai compagni, può giocare palla al piede in orizzontale ma anche dare profondità grazie al fisico e all’altezza, ha caratteristiche che difficilmente si trovano nello stesso calciatore. Lui è fisico ma anche relazionale e nella maggior parte dei casi una qualità esclude l’altra, poi ha un carattere gioioso e questo potrà aiutarlo nella gestione della pressione che un club come la Juventus porta”.
“Lui porterà un po’ di Premier nella nostra squadra, come anche Sarr, non vedo l’ora che possa allenarsi con noi. Il senegalese è bravo a coprire a tutto campo e a farlo con una velocità che soltanto Thuram è in grado di garantire, ora che Khephren si è fatto male ci darà una grande mano. Conosce tutte le zone del campo perché le frequenta tutte e sa fare un po’ di tutto”.
Spalletti promuove la nuova Juventus
Nel tracciare un primo bilancio, l’allenatore bianconero ha espresso soddisfazione per il livello della rosa, pur dovendo fare i conti con alcuni problemi fisici.
“Sicuramente quella di oggi è una Juve di livello superiore rispetto a quella dell’anno scorso, peccato che questi due o tre infortuni minino un po’ l’inizio di stagione. Abbiamo perso un calciatore fondamentale come Yildiz, che è quello che accende la luce, ma il lavoro fatto dai direttori è encomiabile, il mercato perfetto non esiste più, bisogna adattarsi. Noi non siamo nelle condizioni di pagare quello che vogliono le altre società, e nonostante questo abbiamo una rosa tutto sommato completa, sono soddisfatto, adesso bisogna solo lavorare”.
Douglas Luiz può diventare il punto di riferimento
Spalletti crede nelle potenzialità di Douglas Luiz e lo immagina in un ruolo centrale nell’equilibrio della squadra.
“Può diventare il regista di questa squadra, le qualità per diventare quello che detta i tempi le ha tutte, così come la visione di gioco, trova linee di passaggio prima che lo facciano gli altri, ha tecnica, fisico e regge l’aggressione sull’avversario, ha la faccia giusta, quella di chi viene da un certo tipo di calcio, è l’uomo giusto per dare equilibrio ad una squadra che ha tanti giocatori offensivi come la nostra, è quello che deve riconquistare il pallone ed evitare di sbilanciarci”.
Kolo Muani e il paragone con Dzeko
Tra i giocatori analizzati dal tecnico c’è anche Kolo Muani, indicato come un calciatore dalle grandi prospettive, a patto di continuare a crescere.
“Su due piedi direi che somiglia a Dzeko. Ha tutto per diventare un top assoluto, ma deve imparare a non accontentarsi di aver fatto un gol o due o di aver giocato una buona partita, deve scavare fino al fondo delle proprie possibilità. Una volta scherzandoci dissi a Dzeko che assomigliava a uno di quei bottiglioni da due litri in tavola, poi mi ha smentito, dimostrato di essere un campione a livello comportamentale e di relazione all’interno della squadra”.
L’Europa League tra gli obiettivi stagionali
Infine, Spalletti ha rivolto lo sguardo alla competizione europea, considerata uno degli obiettivi principali della stagione.
“È sicuramente uno dei nostri obiettivi, un obiettivo importante, è complicato giocare una partita ogni due o tre giorni ma noi dobbiamo dimostrarci di essere di quel livello lì e di poter affrontare la competizione con tutta la rosa. Bisogna essere bravi a esibire un calcio di livello internazionale per poter ambire ad avere sogni o idee di vittoria”.
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Dai sù facciamo i seri, abbiamo ancora un centrocampo Amatoriale la zona più importante di tutte, togliere la posizione a una squadra delle prime quattro dello scorso anno la vedo dura,ma speriamo 🍀
Spalletti OUT Juve it’s not italian
Chaglanogu . In Italia chi c’è la vince il campionato.
Troppe chiacchere