“Mi sono ripreso la mia vita” – parole cariche di emozione quelle di Nicolò Fagioli, che racconta il passaggio dalla Juventus alla Fiorentina come un vero spartiacque personale. Dopo undici anni in bianconero, la decisione presa a dicembre di lasciare il club ha portato con sé un senso di leggerezza, ma anche dolore: “Nel momento dell’addio ho pianto, senza neanche accorgermene. È stato un colpo forte, ho capito che si chiudeva una lunga fase della mia vita. Lasciavo tutto: luoghi, persone, abitudini quotidiane”.
Un distacco vissuto con intensità, ma mitigato dall’accoglienza ricevuta a Firenze: “La Fiorentina mi ha fatto sentire subito il suo affetto e alla fine la novità ha avuto la meglio sul resto”.
Il nuovo Fagioli in viola
Dopo un periodo complesso anche per la Fiorentina, la vittoria contro la Juventus ha rappresentato un punto di svolta. E Fagioli, nonostante sia arrivato da poco, sembra già essersi ritagliato un ruolo centrale: tre presenze da titolare in sei gare di campionato, più entrambe le sfide di Conference League contro il Panathinaikos da protagonista. Sta diventando rapidamente una pedina chiave nella regia del gioco viola.
Una Juve che cambia pelle
Nel frattempo, a Torino la Juventus si è trasformata. Quello che sembrava un centrocampo intoccabile non è più tale. Il rientro di McKennie ha creato abbondanza, insieme a Locatelli, Thuram, Douglas Luiz e Koopmeiners. Con Thiago Motta si giocava in due a centrocampo, e con Igor Tudor il copione potrebbe restare lo stesso, salvo adattamenti più offensivi per alcuni interpreti.
Fagioli osserva da lontano. La sua nuova vita è iniziata a Firenze, con la voglia di scrivere un capitolo tutto suo, finalmente da protagonista.


