Il nostro Marcello Guerrieri ci racconta uno dei ‘Derby d’Italia’ più famosi e controversi della storia
Il āDerby dāItaliaā ĆØ stato sempre combattuto ed i risultati incerti. Tranne una volta, quando si realizzò un 9 a 1 per la Juventus. Clamoroso? Sino ad un certo punto perchĆ© davanti allo squadrone juventino cāera la De Martino, oggi sarebbe stata la Primavera dellāInter, che non aveva accettato il giudizio della Commissione dāAppello Federale. Insomma, come qualche volte accade, i tribunali se non ci danno ragione non vengono rispettati. E cosƬ nello specifico vi fu uno spregio alla decisione pari, quasi, a quello degli inglesi che non hanno accettato il risultato agli ultimi Europei.
Eccoli i fatti: la partita Juventus-Inter poteva riaprire il discorso per lāassegnazione dello scudetto. Poteva, perchĆ© la Juve era giĆ avanti di quattro punti. Nellāaprile del 1961 lo stadio Comunale era talmente gremito che la gente era riuscita anche a sistemarsi lungo la linea laterale. E qualcuno, dicono, pure sulla panchina dellāallenatore il funambolico Helenio Herrera, una cosa impensabile adesso. Come dissero anche gli interisti, la situazione era palesemente irregolare ma un vero pericolo non cāera.
Però lāarbitro Gambarotta di Genova sospese la gara a metĆ del primo tempo, interrompendola definitivamente dal momento che le migliaia di persone non potevano rientrare in nessun posto. Il giudice federale assegnò la vittoria a tavolino allāInter ma la Caf ribaltò la decisione e decise di far rigiocare la partita, mandando su tutte le furie il presidente dellāInter Angelo Moratti, il papĆ di Massimo. Come accade in questi casi, i retropensieri e le accuse si sprecano. Comunque lāInter si sentƬ penalizzata e decise di mandare in campo una formazione di ragazzi.
La partita segnò più di qualche episodio. Intanto fu lāultima di Giampiero Boniperti, che dalla settimana successiva passò dietro una scrivania. Invece fu la prima per Sandro Mazzola, che ebbe un fulgido avvenire e che segnò lāunico gol, su rigore, dellāInter. Lo stesso Mazzola doveva sostenere degli esami importanti. La mamma non volle sentire ragioni: āPrima lo studioā.
Sandro Mazzola, come raccontano le leggende, supplicò il preside che gli fece fare gli esami di prima mattina. Appena terminati, via con una macchina a Torino, appena in tempo per giocare. E poi cāera in campo il talentuoso argentino Omar Sivori, che lottava per la classifica dei cannonieri e per migliorare le proprie statistiche: aveva la possibilitĆ di vincere il Pallone dāOro. Segnò sei gol e il Pallone dāOro lo vinse davvero.
Marcello Guerrieri
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