La Gazzetta dello Sport ripercorre i fatti che oggi hanno portato all’ormai insanabile frattura
La Juventus e Paulo Dybala a fine stagione si separeranno: l’incontro odierno tra gli uomini-mercato della Vecchia Signora e l’entourage della Joya non ha infatti portato a un accordo e, anzi, sembra aver definitivamente sancito il definitivo strappo tra le parti.
Sul proprio sito internet, i colleghi de La Gazzetta dello Sport hanno dunque provato a risalire alle origini della frattura creatasi tra il numero 10 bianconero e il club. Di seguito, dunque, la ricostruzione degli eventi.
LE ORIGINI. Per trovare i primi attriti tra Dybala e la Juve bisogna risalire all’estate 2019, quando lo scambio con Lukaku (allora al Manchester United) era ormai cosa fatta. Il classe ’93, dopo essersi in un primo momento convinto, alla fine rifiutò la destinazione, causando una certa stizza della societĆ .
IL MANCATO ACCORDO. Nonostante lo scudetto arrivato con Sarri, il rapporto non ĆØ più stato cosƬ idilliaco: il fantasista non ĆØ infatti più stato un incedibile e la Juve avrebbe più volte tentato di “piazzarlo” per ottenere una plusvalenza, il tutto senza nel frattempo aver trovato un accordo per il rinnovo. Il ritorno di Massimiliano Allegri e lāaddio di Cristiano Ronaldo parevano poi aver rimesso il ragazzo al centro del progetto e l’offerta di otto milioni più due di bonus sembrava essere quella giusta. L’improvviso arrivo di Vlahovic, probabilmente inaspettata anche per la dirigenza juventina, ha però cambiato tutto.
LE RAGIONI DELLE PARTI. Il peso dell’operazione Vlahovic avrebbe dunque spinto la Juventus a ridimensionare l’offerta per Dybala, il quale si sarebbe dunque sentito scaricato e poco considerato, anche a causa delle continue frecciatine di Arrivabene. Da tenere in considerazione ci sono però altri aspetti messi sul piatto dalla societĆ : la scarsa tenuta fisica del giocatore, un procuratore poco gradito e la polemica esultanza del numero 10 dopo il gol all’Udinese hanno infatti fatto in modo che il club non fosse molto propenso a concedere margini di trattativa. Il risultato ĆØ sotto gli occhi di tutti: Paulo a fine stagione se ne andrĆ dalla squadra con cui negli ultimi sette anni ha portato a casa dodici trofei e dovrĆ trovarne una che soddisfi le sue richieste, la Juve invece si libererĆ di un ingaggio pesante ma non guadagnerĆ nulla dalla cessione e dovrĆ cercare un altro numero 10. Chi ci guadagnerĆ ? Ai posteri l’ardua sentenza…
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