Alvaro è tornato all’Atletico Madrid, ma i bianconeri sperano di convincere i “Colchoneros” ad abbassare le richieste
Per ora, ciao. È arrivato il 30 giugno e la Juve ha colto l’occasione per salutare Paulo Dybala e Federico Bernardeschi, giunti al termine del loro contratto: per loro l’avventura bianconera termina qui, come noto. Ma è stato anche il momento giusto per congedare pure Alvaro Morata, tornato ufficialmente all’Atletico Madrid: come noto da tempo, la Juve non ha esercitato il diritto di riscatto fissato a quota 35 milioni, né è riuscita a trovare un nuovo accordo con il club spagnolo. Termina quindi dopo due stagioni la seconda avventura in bianconero di Morata, ma la parola fine non è detto che sia stata già scritta. Perché la Juve attende di vedere come si svilupperanno le prossime settimane, se dovessero poi riproporsi condizioni favorevoli potrebbe anche tornare all’attacco.
LA SITUAZIONE – Ora Morata torna all’Atletico, in assenza di alternative dal mercato dovrebbe colmare almeno momentaneamente il vuoto lasciato da Luis Suarez. I Colchoneros nelle scorse settimane hanno rifiutato tre ipotesi presentate dalla Juve: no all’offerta da 15 milioni, no alla proposta di un nuovo prestito con opzione di riscatto dopo rinnovo tattico di Morata, no a contropartite tecniche (sul piatto i vari Rugani e Kean, ma anche Rabiot e Zakaria). L’interesse dell’Arsenal e del Barcellona nel frattempo si è decisamente raffreddato. La Juve invece c’è, c’è ancora, non ha fretta e non esclude un nuovo tentativo, magari in chiusura di mercato.
Lo scrive oggi Il Corriere dello Sport.
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