Intervenuta ai canali ufficiali della Juventus, l’attaccante della Juventus Women Barbara Bonansea ha rilasciato molte dichiarazioni.
BONANSEA SUL 2023. “Chiudo gli occhi, penso al mio 2023, e la prima immagine ĆØ il trofeo che abbiamo vinto. Ma più di tutto, quello che mi ricordo più nitidamente ĆØ la settimana precedente alla partita. Eā arrivato il direttore Stefano Braghin a parlarci e ci ha semplicemente detto che questo avrebbe potuto essere il primo anno per noi senza un trofeo. Eā stato un vero e proprio scossone, che mi ha dato delle sensazioni molto brutte ma al contempo belle. Arrivavo, arrivavamo, da un periodo in cui quasi ci stavamo rassegnando a un anno che poteva andare via così⦠quelle parole sono state, nella mia testa, un vero e proprio āswitchā: non poteva succedere, mi dicevo, siamo la Juve, la partita secca la dobbiamo vincere. Per me ĆØ qualcosa che ĆØ diventato personale, non poteva andare in questo modo, la Juve doveva vincere e basta; ĆØ stata una sensazione intima, che non potevo condividere, anche perchĆ© era un momento non semplice della mia carriera. Giorno dopo giorno ho maturato la convinzione che, se ognuna di noi avesse fatto il suo piccolo pezzo, come fa una squadra, avremmo fatto qualcosa di buono”.
BONANSEA SULLA SCORSA STAGIONE. “La stagione scorsa ĆØ stata piena di alti e bassi, ci sono stati momenti in cui sembrava che quella svolta arrivasse, ma poi non arrivava mai: ĆØ stato come se la nostra anima, lāanima della Juventus, si stesse perdendo. Anche la partita a Roma, contro le giallorosse, nella Poule Scudetto, ĆØ stata simbolica: per due volte in vantaggio, siamo state riprese e poi superate, proprio alla fine. Ed era quello che di solito succedeva, ma al contrario. Dāaltronde, ĆØ anche vero che la nostra storia ĆØ un unicum: abbiamo sempre vinto, da quando la squadra ĆØ stata fondata, il primo anno cāera la sensazione che si potesse portare a casa il titolo, ma ce lo siamo sudate fino allo spareggio. Poi, con lāandare del tempo, siamo cambiate, come ĆØ normale che succeda in qualsiasi squadra, e nella scorsa stagione cāera la sensazione che dovessimo capire come leggerlo, questo cambiamento, che abbiamo un poā sofferto, senza riuscire ad accettarlo completamente, senza riuscire a dirci: noi siamo sempre la Juve. Voglio svelarvi un segreto: la mattina di quella partita io ho confessato a una mia compagna che avevo la sensazione, netta e precisa, che avrei segnato di testa. Erano mesi che mi stavo allenando per questo fondamentale, che a me manca un poā; alla fine degli allenamenti, lavoravo sui cross da destra e da sinistra per colpire di testa. Il mio sogno era fare un gol, appunto, di testa, meglio se decisivo, ma quella mattina non era un sogno, avevo la sensazione che lāavrei fatto. Non ĆØ stata comunque una giornata semplice, niente affatto: prima della partita, seduta, da sola, ho iniziato a piangere, china su me stessa, ed ĆØ una cosa che a me non accade spesso. Sono tornati indietro quei giorni, quella tensione, quella voglia di fare quello che sapevamo fare meglio. E avevo la sensazione, precisa, di dover dare tutto quello che avevo in campo. E poi il gol ĆØ arrivato, proprio come lo avevo pensato: quando ĆØ partito il cross ho detto, dentro di me: questa palla ĆØ mia”.Ā
SU QUESTO CAMPIONATO. “Anche questa stagione non ĆØ iniziata bene: il meccanismo crudele della Champions League ci ha regalato una delusione, forte, ad agosto, cioĆØ il non qualificarci, ed ĆØ una cosa che in una stagione pesa. Eā stata una batosta, ma da qui siamo ripartite, insieme, tirandoci su le maniche. Abbiamo avuto due inciampi, e penso non tanto a quello contro la Roma, partita che secondo me ĆØ stata decisa da episodi; sono cose che possono succedere e anzi, non vengono mai per caso, ti insegnano che devi esserci sempre, al 100%. Peggio ĆØ stata la sconfitta con la Sampdoria: abbiamo giocato in modo confuso, perdendo il focus, ĆØ stata una giornata tutta sbagliata, e non certo per un approccio superficiale. Lo sport ĆØ imponderabile, e ti presenta, alle volte, giornate cosƬ, in cui si perde tutte insieme”.
BONANSEA SULLE DIFFICOLTA’. “Il 2023, per me, ĆØ stato il primo vero anno di difficoltĆ , in una carriera che, di fatto, non me ne aveva mai presentati. Ed ĆØ qualcosa che mi tengo stretto: ho notato, su me stessa, che quando si inizia a vedere nero, poi tutto diventa nero. Non era mai successo, io sono sempre stata ottimista e ho sempre analizzato con questa lente anche la difficoltĆ . Se guardo i numeri del 2023, alla fine, non ĆØ stata unāannata cosƬ negativa, ma io so che per me lo ĆØ stata, e lo ripeto, ĆØ stato formativo. Sono contenta di esserci passata, non voglio cambiare niente, perchĆ© mi sento cresciuta, nel capire a cosa dare più importanza e a cosa meno. Ovviamente ognuno ha i propri rimpianti, e io ho i miei: penso per esempio a un Mondiale, a cui non sono arrivata pronta per i miei parametri, e penso a quello che vi ho raccontato fino a qui”.


