A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Ivano Trotta, allenatore ed ex calciatore di Napoli e Juve.
Le parole di Ivano Trotta
“Secondo me è successo qualcosa, altrimenti non si spiega il fatto che il direttore sportivo, pochi giorni prima, lo avesse confermato nonostante i risultati negativi. Credo che ci sia stato un problema interno, qualcosa tra di loro. Da quello che so, sembra che ci sia del vero in queste ricostruzioni della stampa. Non so quanto Giuntoli ne sia uscito bene da tutta questa situazione, perché alla fine l’allenatore ha pagato, ma anche lui non credo ne sia uscito indenne.
A prescindere dal fatto che sia stata una sua scelta o meno, la dinamica non è stata tipica della Juventus. C’è poi la questione dei problemi finanziari, che hanno sicuramente influito. Credo che il cambiamento fosse necessario e la scelta di Giuntoli fosse giusta, dopo il lavoro fatto a Napoli. Ripartire con un direttore giovane aveva senso, ma la strategia adottata con Thiago Motta è stata sbagliata. Non tanto la scelta dell’allenatore in sé, quanto il modo in cui è stato costruito il progetto.
Non solo si è voluto chiudere il ciclo con Allegri, ma anche mandare via giocatori importanti in maniera troppo netta. Penso, ad esempio, al trattamento riservato a Danilo. Parliamo del capitano, un giocatore che poteva ancora dare il suo contributo, soprattutto in un momento difficile. È sempre stato dedito alla causa, mai polemico, eppure si è fatto di tutto per mandarlo via. Thiago Motta ha voluto puntare sui giovani e nelle prime partite gli è andata bene, ma quando il campionato entra nel vivo serve esperienza. Credo ci sia stata un po’ di presunzione nella gestione della squadra da parte del mister.
Un altro errore è stato il trattamento riservato a giocatori di qualità. Uno su tutti: Yildiz. Quest’anno il suo valore si è deprezzato, ma nella scorsa stagione ha fatto partite straordinarie, con giocate da fuoriclasse. Eppure, dopo una grande prestazione, lo ritrovavi in panchina. Sono scelte che lasciano perplessi. Thiago Motta, dunque, ha pagato per le sue scelte particolari. Se avessero portato risultati, sarebbe stato visto come il nuovo che avanza, ma così non è stato. Le sue decisioni sono apparse troppo strane e poco comprese dal gruppo. Oltre alla presunzione aggiungerei anche la confusione. Thiago Motta ha cambiato 39 formazioni su 42 partite, un dato che parla da solo. Non lo conosco personalmente, quindi il mio giudizio si basa su ciò che vedo durante le gare. Non so come si approccia ai giocatori, ma da fuori mi sembra che abbia peccato nella gestione della squadra. Ha cercato di applicare lo stesso tipo di calcio che aveva proposto a Bologna, un sistema in cui i singoli contano relativamente e il modulo è predominante. Però la Juventus non è il Bologna. Ha dato l’impressione di credere che il suo approccio facesse la differenza a prescindere dai giocatori. Ma il calcio è fatto di qualità, e se togli l’esperienza e il talento, alla lunga paghi”.



Giuntoli il prossimo ad infilare la porta.
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