Criscitiello: “Elkann e il mondo Juve? Più direttori che attaccanti”

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Nel suo ultimo commento su Sportitalia, il giornalista Michele Criscitiello ha lanciato una forte critica alla gestione della Juventus, prendendo di mira in particolare la struttura societaria e la gestione del reparto offensivo. Secondo Criscitiello, la squadra bianconera oggi sembra avere più figure dirigenziali che reali opzioni in attacco, una situazione paradossale per una società con ambizioni ai massimi livelli della Serie A.

Criscitiello ha sottolineato come, fatta eccezione per Dusan Vlahović, al momento fuori per infortunio e in scadenza di contratto, il numero di attaccanti effettivi a disposizione di Luciano Spalletti sia risicato: “Tolto Vlahovic, infortunato e fuori uso in scadenza di contratto, restano Openda, David e Milik (si fa per dire). Gli altri sono esterni o giocatori offensivi da mettere sotto punta. Di fatto restano Openda e David”.

La provocazione di Criscitiello non si è fermata alla semplice contabilità: nel suo ragionamento è emersa una visione critica sulla direzione presa dal management juventino, dove figure come direttori sportivi o responsabili tecnici sembrano proliferare più dei profili in grado di finalizzare le azioni in area di rigore. “Se Spalletti ha problemi a schierare un attaccante decente non dovrebbe avere problemi a confrontarsi con i suoi direttori”, ha aggiunto, evidenziando il contrasto fra una pletora di nomi nei piani alti e la carenza di protagonisti in campo.

Criscitiello ha poi esteso la critica alla gestione complessiva, citando l’ingombrante presenza di diverse figure con ruoli simili e sottolineando la confusione che ne deriva: “In società c’è troppa confusione, troppe persone e con figure simili seppur con nomi diversi”. Questa situazione, secondo il giornalista, rischia di ostacolare una strategia chiara e funzionale, rendendo più difficile il lavoro dell’allenatore e la crescita del progetto tecnico.

Il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori sulla gestione bianconera non è nuovo, ma l’intervento di Criscitiello rilancia oggi la discussione sulla capacità della Juventus di tradurre un’organizzazione societaria complessa in risultati tangibili sul campo, soprattutto in termini di rendimento offensivo.

Redazione

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