Intervenuto ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, Douglas Costa – esterno offensivo brasiliano nato nel 1990 e pronto a tornare in Italia per una parentesi di sei mesi con il Chievo Verona in Serie D – ripercorre anche il suo passato alla Juventus. L’ex bianconero racconta le circostanze che lo portarono a Torino: “La Juventus? C’erano stati dei contatti con l’Inter, mi chiamò l’allora direttore sportivo Fabio Paratici: erano decisi a prendermi. Così accettai la Juventus.”
Parlando del rapporto con Massimiliano Allegri, Costa sottolinea l’intensità del lavoro e l’autonomia concessagli in campo:
“Con Allegri correvo tantissimo e avevo tanta libertà, mi ripeteva però di aiutare sempre la difesa.” Un periodo costellato di successi, come lui stesso ricorda: “In quegli anni abbiamo vinto tantissime partite e altri tre scudetti. Eravamo quasi invincibili.”
Tra i ricordi più vivi spicca una sfida rimasta nella storia recente del club: “Ricordo l’incredibile 2-3 contro l’Inter a San Siro nel 2018, quando realizzai la prima rete e Higuain la ribaltò all’89’.”
Non manca un riferimento al gol più significativo della sua avventura juventina: “Il goal al quale sono più affezionato? Il sinistro a giro contro il Benevento. Quel pallone prese una traiettoria pazzesca e si stampò nell’angolino.”
Infine, Douglas Costa evidenzia lo spirito che caratterizzava quello spogliatoio: “Ma condividevamo insieme la gioia di ogni successo. Avevamo un gruppo molto unito: io, Alex Sandro, Danilo, Dybala”.


