Federica Zille apre l’analisi: “Allora, partiamo subito da quello che è successo in Juventus – Sassuolo, dove l’arbitro Marchetti viene richiamato al monitor per un tocco di mano di Idzes in area. Al VAR vi ricordo che ci sono Abisso e Camplone.”
L’episodio ha generato qualche dubbio, sia durante la partita che nei giorni successivi, come spiega Zille: “Forse non è stata mandata in onda l’immagine più chiara che, invece, in Sala VAR è stata individuata da Abisso e Camplone. Dalla 16 metri si vede bene come cambia la direzione del pallone e Marchetti, davanti al monitor, nota il movimento del bicipite di Idzes. Un indizio più che sufficiente per il contatto pallone-braccio.”
Mauro Tonolini aggiunge dettagli tecnici: “Sì, assolutamente. La difficoltà principale non era tanto capire se il braccio di Idzes fosse in una posizione punibile – con il sinistro sopra la linea delle spalle – quanto verificare se il pallone fosse effettivamente toccato. In Sala VAR sono state girate tutte le telecamere a disposizione e, come dici tu, dalla sedici metri si nota meglio il contatto. Una volta confermato, Marchetti viene richiamato al monitor e riconosce che la dinamica è punibile. Il tocco c’è, quindi è un calcio di rigore netto. La decisione finale è corretta.”
Zille sottolinea l’aspetto regolamentare: “Questa è una tipologia di rigore abbastanza codificata, anche perché sappiamo che sopra la linea della spalla il braccio diventa quasi sempre punibile.”
Tonolini conclude: “Esattamente, col braccio destro Idzes cerca di marcare Vlahovic, ma il sinistro è in posizione innaturale e, toccando il pallone con quel braccio, si configura chiaramente un calcio di rigore.”
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